Una grande iniziativa fatta per il grande pubblico ma che stenta a partire. Anche se l'evento è interessante forse si presenta eccessivamente presuntuoso (con prenotazioni e dinieghi alla partecipazione).
"Scrivere per ricominciare" dovrebbe stimolare e dimostrare che siamo pronti a immaginare un nuovo futuro con La Repubblica delle Idee. Ma la gente dopo tutte le batoste della crisi non ha la voglia di credere alle parole.
Un festival dei lettori sotto l'egidia della grande R bianca, dodici metri di altezza che è diventato un simbolo ma a fotografarlo sono solo turisti e passanti. I giovani e il popolo della città oppressa sta solo guardando dalla finestra.
Firenze è una città cara e piena di tasse, molti giovani sono disorientati e i bar della modiva si stanno svuotando. Ora arriva la cultura, ma non bisogna pensare che tutto è scontato......non siamo in un Rinascimento e Firenze ha subito dei duri colpi da questa amministrazione.
La Repubblica delle idee ha preparato: settanta incontri, workshop, dibattiti, interviste e mostre in programma fino a domenica nelle piazze e nei palazzi del centro storico.
La pretesa di parlare di futuro è stata lasciata al caso, non si può dimenticare di come la crisi riveste le nostre giornate (Equitalia e la disoccupazione serpeggino), progettare una ripresa con nuove idee per la politica è una parola grossa.
Cosa direbbero i nostri filosofi? Il mio pensiero va a Platone, Socrate e altri sconosciuti pensatori.
La cultura, l’ambiente e il sociale sono in mano alle associazioni di volontariato (e non alle Amministrazioni pubbliche) che non sono state invitate(non esiste un elenco a cui attingere seriamente e qui si potrebbe aprire altre parentesi). Ci sono associazioni finanziate dalla politica e altre no, se andiamo a fare un bilancio del terzo settore ci accorgiamo che c'è sofferenza per mancanza di finanziamenti (una volta si facevano le "domande" ed i finanziamenti venivano distribuiti a pioggia. Oggi è difficile anche fare le domande se non ti aiutano...non esistono Fron Office competenti).
Tabucchi un giorno ci disse: Firenze e i fiorentini sono presuntuosi e credono di vivere nella capitale del Rinascimento, la città che i Medici.
Ma Firenze non è solo unica nelle Arti e nei Saperi è anche unica nel "non ascolto" e la miscellanea dei problemi (abitativi, stradali, lavorativi, sanitari...). Ma anche allora i "Medici" non sapevano che stavano facendo la storia di una piccola città borghese esaltata e boriosa (ognuno legge la storia a modo suo). Siamo devastati e separati da "chi scrive e chi legge" anche se ci dicono che questo è un festival di una redazione aperta alla gente che si sente parte di questa community. dove sono i punti di ascolto? Quale community viene offerta alle nuove generazioni?
A me sembra "io parlo e tu ascolta...e se vogliamo scriverai senza paga"
Casa della Repubblica sembra uno scoop politico di un comune in ascesa (o in discesa???). Guardiamo questo sloogan "Un mondo cresciuto intorno a La Repubblica e alla passione per l’informazione intesa come strumento di cittadinanza". No Comment!!!
Ora è "conteporaneità" ma cosa percepiranno i giovani dalla stroria quando questa cronaca quotidiana sarà passata?
Sono un pò polemica ma riconosco che l'idea è ottima: una redazione mobile al lavoro, con possibilità di incontri e laboratori sui temi legati ai nuovi media organizzata dalla redazione di Repubblica.it . Mi lascia perplessa solo il fatto che la lettura è in ribasso (come la modestia) mentre lo scrivere (e la presunzione) è in aumento, ma ben vengano "le idee".
Quindi, la pubblicità diretta c'è, dato che inseriranno gli aggiornamenti in tempo reale, le immagini, i filmati e le dirette streaming dei più importanti avvenimenti in programma. Però non tutti potranno partecipare (dato che lavoriamo) e quindi la speranza è che i giovani non disertino (la scuola oggi è finita....) questi incontri da cui c'è tanto da imparare. Buona fortuna!!!
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