Presentazione Autori Festival Mediamix

Mercoledì 23 Settembre 2026 11:45 Giosuè Boschi
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Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI

 

1.

Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio..


#21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, e stabilitosi a Firenze. Il suo percorso è segnato da una scelta drastica: l’abbandono delle certezze per inseguire una necessità espressiva viscerale, riemersa con forza dopo anni di silenzio. Sebbene le sue opere nascano spesso dall’empatia, dall’ascolto e dal desiderio di dare forma all’emotività e all’esperienza umana della ferita e della protezione, il processo diventa uno specchio speculare: un luogo in cui le fragilità dell’artista e quelle del soggetto si fondono in un’unica esperienza universale, intrappolate in un loop senza fine.

 

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Op. 1,”I. Custode dell’Innocenza”

 

La sua cifra stilistica si fonda sulla tecnica del dotwork a china. L’uso del punto nasce dal senso di sospensione ed esitazione: laddove la linea retta pretende una certezza immediata, l’accumulo graduale di inchiostro permette di stratificare il dubbio, trasformando la lentezza – si parla addirittura di 20 ore per la realizzazione di un’opera – in una pratica quasi meditativa. Il risultato sono immagini simboliche dense di dettagli nascosti, pensati non per imporre una verità, ma per offrire a chi guarda uno spazio in cui riconoscersi.


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Op. 2, “II. L’Evoluzione Inconscia”

 

 

 

2.

Alba Gaetana Avarello

Con l’opera Anatole France e Firenze, Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2024.

 

Autrice e drammaturga dalla voce inconfondibile, intreccia studio, visione e psicologia profonda in una scrittura che esplora ciò che è nascosto nelle persone e nella storia. La sua opera unisce rigore e immaginazione, trasformando la conoscenza in esperienza viva. Ha dedicato libri a figure emblematiche come Fr. Burlamacchi, Marianna de Leyva, la monaca di Monza, e A. France, restituendone il mistero, la verità interiore e la forza simbolica. La sua presenza artistica nasce dall’unità del sapere e dalla capacità di far dialogare parola e immagine.

Nel narrare di Anatole France – premio Nobel 1921 per la Letteratura e intellettuale impegnato socialmente contro ogni forma di abuso di potere – il libro racconta di Firenze, delle vicende e dei fatti sociali e politici che caratterizzano gli anni dal 1881 al 1914. Attratti da Firenze, centro culturale fra i più dinamici dell’epoca, dalle sue bellezze artistiche e non solo, molti stranieri vi si erano stabiliti, partecipando ala vita culturale, creando contatti, amicizie e collaborazioni tra l’Italia e la loro madrepatria.

 

 

 

3.

Armando Bussi

Con l’opera De porta pia, Gruppo Albatros il Filo, Roma, 2025.

Armando Bussi, romano, laureato in Giurisprudenza, ha lavorato per trentacinque anni nelle Ferrovie dello Stato Italiane. In pensione dal 2012, si occupa di studi storici, riguardanti fra l’altro la propria città natale. A Roma sono infatti ambientati sia il suo primo libro, Villa Patrizi e dintorni – Storia e storie (Palombi, 2015); sia buona parte del secondo, Due vite, tante vite – Storie di ferrovia e di resistenza (Luigi Pellegrini, 2022); quest’ultimo si è classificato al 1° posto, per la categoria “Storia delle Ferrovie”, a “Treni di parole – Il festival dei ferrovieri scrittori” (Salerno, 2024).

Opere, dal grande accampamento militare degli antichi romani - che ancora oggi è una caserma - alla vicina villa dove i Papi si fermavano a giocare a biliardo; persone, da Michelangelo - che progettò il suo ultimo grande edificio a ottantacinque anni - a Elena Luzzatto, la prima donna italiana a laurearsi in architettura; eventi, dall'ingresso nell'Urbe dei Goti - che superandone le difese saccheggiarono una città ricca e inviolata da otto secoli - alla breccia aperta quasi nello stesso punto delle mura, attraverso cui Roma fu riunita all'Italia: tutto è passato là, in un fazzoletto di terra fra Porta Pia e le sue immediate vicinanze. Un viaggio che, stando fermi nello spazio di un quartiere romano poco conosciuto, conduce i lettori attraverso il tempo e la storia della Città Eterna.

 

 

4.

Massimo Materassi

Con l’opera Le tue Parole. La fermata del numero 54, Edizioni D.E.A., 2024.

Massimo Materassi nasce a Firenze il 9 dicembre 1954. Ha svolto numerose attività e nel contempo ha approfondito gli studi di storia e letteratura. Il presente lavoro è il quinto della sua produzione letteraria. Ha pubblicato tre romanzi e una raccolta di racconti: I fiori di Auschwitz, La mia guerra, Mondi senza fine e Lungo la riva dell'Arno. 

Primi anni '60 del '900. Una città sconosciuta tra le tante del centro-nord Italia, ma anche una metropoli del centro-sud. Una città anonima, senza un suo preciso carattere, una sua connotazione, come la protagonista. La voce narrante, di cui si ignora il nome come per quasi tutti i personaggi del racconto, esclusa la dirimpettaia che avrà un'importanza fondamentale, parla di sé stessa. Una mattina del tardo mese di settembre, senza riflettere, copie i gesti che, da anni, dopo il suo matrimonio, caratterizzano la sua routine. Spalanca le finestre della sua camera matrimoniale per dare aria alla stanza. Un gesto banale, ripetuto tante volte, su cui però si innesta una sua elucubrazione, un susseguirsi di pensieri che verrà innescato dallo scambio casuale di sguardi con uno sconosciuto in attesa sel bus numero 54. Da quel momento, e per tre giorni, si dipaneranno eventi, circostanze e pensieri, fatti che la accompagneranno fino all'epilogo drammatico e necessario della sua vita, consegnandola a un diverso destino e precorrendo temi che, all'epoca, hanno costituito quei tabù che nemmeno il Sessantotto riuscì a scalfire, e che tutt'oggi sono tema di dibattito.

 

 

L'incontro con gli autori e gli artisti si terrà Sabato 26 Settembre dalle ore 17.00 Presso la Sala dei Marma - Parterre, in Piazza della Libertà. 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Settembre 2026 12:04 )