
"Ho iniziato a dipingere verso l'età di quindici anni per poi interrompere per un lungo periodo dedicandomi ad un altro lavoro. Ho ripreso nuovamente dopo la pandemia: all'inizio per esprimermi dipingevo prevalentemento paesaggi e volti poi sono rimasto folgorato dall'espressionismo astratto (tipo Pollok) che mi permetteva di veicolare le emozioni trasformando le tele in scene artistiche..."
Ho visionato i quadri di Giuseppe Mazza solo quest' anno: la sensibilità dimostrata nelle sue opere mi ha richiamato alla memoria artisti di fine novecento ma non voglio fare confronti perché Giuseppe Mazza ha sicuramente una sua personalità artistica che esprime con colori a volte forti ma anche tenui, naturalmente al fruitore cerca di anticipre una forte emozione inconscia.
Nei suoi quadri affronta la scena descritta con determinazione e mostra ciò che lui intende esprimere con sguardi da sognatore portandoli a dialogare con l'esterno. Mi ha sorpreso la sua opera dal titolo "Sdraiato nel bosco a guardare il cielo". Ho chiesto a lui quale sia la sua spinta motivazionale e mi descritto la sua passione per i colori e il confronto con l'inconscio. Mi ha parlato di uno dei suoi quadri "un angelo" che credevo avesse un volto nero e mi ha riposto che non è un volto nero, ma il viso è coperto dalla folta chioma corbina. Ha aggiunto: "Ho usato colori molto tenui e lei è diafana con queste ali enormi che stanno a significare il suo "poter volare" e Il colore celeste è servito per addolcire l'angoscia che la figura prova nell'essere in una terra piena di paure ...e la tristezza di non poter essere d'aiuto la trasmette essendo rannicchiata su sè stessa quasi a riflette sul da farsi.
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