NELLA QUIETE MONTANA
Fisso, provo a fissare l' pensiero
- sulla lettura, sul paesaggio,
sull'atto d'accendere una sigaretta -
esso sguscia via, forse rapito
dall'ambiente cotanto differente
da quello usuale!
Solo voci familiari e
qualche rara auto
mi ricordano chi sono;
il resto
è sensazione immemore
d'un tempo svanito.
Tutto mi porta lontano, mi distrae:
il ronzio d' api e mosche.
I rumori della civiltà, lontanissimi;
i colori che la luce riflette;
gl'odori ormai dimenticati...
Eppure non dispiace alla mia mente
questo stato di cose.
Essa si rigenera,
nuova energia acquista;
così nascono
ispirazioni simultanee, molte:
sono cotante da non riuscire a trattenerle,
come quando smisi di fumare.
Ma tutto, prima o poi, finirà,
col ritorno alla mia città,
alla mia dimensione sociale.
Non resterà che il ricordo
- ma di qual bellezza! -
di quei pochi istanti di vita,
quando sperimentai la felicità,
con veramente l'essenziale,
immerso nella quiete montana,
ove capii dov'era il loco
ove trascorrere il resto del mio tempo.
LUCA VITALI ROSATI
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