AMERICA N ART 1961 - 2001

Lunedì 31 Maggio 2021 14:07 Antonella Burberi
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Firenze Palazzo Strozzi.–  Dal 28 maggio al 29 agosto 2021 lo storico palazzo fiorentino ospita la mostra AMERICAN ART 1961 – 2001da Andy Warhol a Kara Walker: oltre 80 opere, oltre a video. Installazioni e sculture dei più importanti artisti americani come Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Bruce Nauman, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Cincdy Sherman, Matthew Barney e Kara Walker, attraversando quaranta anni: dagli anni Sessanta agli anni Duemila, provenienti dal  Walker Art Center di Minneapolis, il quinto museo per importanza negli Stati Uniti d’America con una collezione di dodicimila opere degli ultimi 60 anni.

Sono 53 artisti che, con i loro lavori, hanno contraddistinto le tappe fondamentali della storia americana contemporanea, dalla guerra in Vietnam nel 1961 all’11 settembre 2001. Un percorso artistico quarantennale dove gli Stati Uniti d’America hanno inciso profondamente nella società, nella politica e nella cultura non solo nazionale ma anche a livello mondiale, affrontando tematiche come lo sviluppo della società dei consumi, la contaminazione tra le arti, il femminismo, le lotte per i diritti civili.

L’esposizione, a cura di Vincenzo de BellisCurator and Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center, e Arturo GalansinoDirettore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, è costruita in modo cronotematico, dove ogni artista ha una collocazione temporale e tematica.

Nel panorama degli artisti un’attenzione speciale è data ad alcune figure chiave che hanno operato nel periodo 1961 – 2001: Andy Warhol del quale sono esposte 12 opere tra cui la famosissima Sixteen Jackies (1964), dedicata a Jackie Jemmedy, dopo la morte di JFK. Una sezione speciale della mostra è dedicata al padre della danza contemporanea, Merce Cunningham, con grandi installazioni nate dalla collaborazione con Robert Rauschenberg e Jasper Johns.

In esposizione ci sono artisti che hanno fatto proprie le tematiche socio-politiche connotando le proprie opere di un valore che va oltre quello puramente artistico.

Sono gli anni dell’affermazione della potenza americana e la sfida militare con l’URSS, della ricerca scientifica e aereo-spaziale, del governo di John Kennedy, della guerra nel Vietnam, della nascita dei gruppi pacifisti e di integrazione razziale, ma anche del boom economico,  di un nuovo tipo di mercato e di comunicazioni di massa con prodotti sempre più nuovi e più buoni che hanno dato vita al consumismo.

Arturo Galansino afferma: “American Art 1961-2001 si pone come un grande evento culturale che celebra l’arte americana affrontando anche importanti temi come le lotte per i diritti civili e il ruolo della donna nell’arte: un progetto originale e suggestivo per una rinnovata riflessione sull’idea di “American Dream” grazie alle opere di artisti che ridefiniscono il ruolo e le possibilità dell’arte, anche come strumento per affrontare e mettere in luce questioni e contraddizioni che toccano la politica, la società e l’identità individuale, americane e non solo”.

La mostra si sviluppa in 9 sezioni e 11 sale:

CHANGES rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra Vecchio e Nuovo Mondo in cui aleggiano le figure di Louise Nevelson, Mark Rothko e Bruce Conner

POPS La Pop Art amercana ha decisamente segnato un’epoca diffondendo il mito del “sogno americano” portando in arte la vita quotidiana, sono esposte le più importanti opere da Andy Warhol a Roy Lichtenstein, Robert Indiana

CROSSING BOUNDARIES dedicata a quattro icone dell’arte americana: Merce Cunningham, John Cage, Robert Rauschenberg e Jasper Johns che hanno rivoluzionato i rispettivi campi di danza, musica e arte visiva dando vita a un nuovo modello di interazione tra discipline

LESS IS MORE Minimal e Pop sono le principali tendenze del cambiamento artistico degli anni Sessanta, il Minimal è contraddistinto da forti differenze di approccio degli artisti: Frank Stella, Fred Sandback, Sol LeWitt, Ann Tritt e Agnes Martin, Robert Morris e Richard Serra

NO MORE BORING ART: BRUCE NAUMAN Nel 1966 appena finita l’università, affermava: “Se sono un artista e se mi trovo all’interno di uno studio, vuol dire che qualsiasi cosa io faccia all’interno di questo studio è arte”, la sua lunga carriera viene rappresentata con l’opera Art Make-Up

NO MORE BORING ART: JOHN BALDESSARI che utilizza tecniche e formati molto diversi, dai libri a dipinti, installazioni, fotografie, video, sculture, cartelloni e opere pubbliche, in occasione di una mancata mostra utilizza i suoi studenti e li incarica di scrivere “I will not make any more boring art” sulla galleria, ironizzando sull’educazione ad imitare, anziché a sperimentare

BIOGRAPHIES Nel 1981 viene scoperta l’AIDS e, in un’America conservatrice con il presidente Ronald Reagan, gli artisti si mobilitano, alcuni soccombono alla malattia – Robert Mapplethorpe, Felix Gonzales-Torres, altri ne esprimo il dolore e il trauma: Robert Gober e Jenny Holzer

FROM PICTURES TO PICTURES dalla mostra Pictures Generatio l’impegno per i diritti civili, il femminismo e per denunciare le atrocità della guerra in Vietnam con Cindy Sherman, Richard Price, Sarah Charlesworth, Barbara Kruger, Jenny Holzer e Sherrie Levine

MORE VOICES Nel 1993 ritorna un democratico alla Casa Bianca: Bill Clinton e si sceglie di dare priorità ad artisti allora “fuori dal sistema” affrontando temi come l’identità di genere, il razzismo, l’AIDS, femminismo e disuguaglianze economiche: Glenn Ligon, Lorna Simpson, Kerry James Marshall, Jimmie Durham

MORE VOICES: MATTHEW BARNEY attraverso cinque lungometraggi costruisce un film surreale esplorando temi quali il mito, la violenza, la religione e la natura

GOING WEST la California, dove ha insegnato a lungo John Baldessari e dove nel 1992 ci sono state violenze perpetrate dalla polizia neri confronti di afro americani è il luogo di nascita per la formazione di generazioni di artisti molto diversa dal sofisticato mondo newyorkese: Mike Kelley, McCarthy Simmons, Catherine Opie e Mark Bradford

MORE VOICES: KARA WALKER ha segnato l’inizio del nuovo millennio per una rilettura della storia americana passando da temi quali la schiavitù, le violenze fisiche e sessuali, le oppressioni utilizzando media differenti: collage, installazioni, disegni, acquerelli, sagome nere come silhouette di carta ritagliata, un tempo passatempo delle signore bianche degli stati del Sud.

I sostenitori della Fondazione Palazzo Strozzi sono il Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Camera di Commercio di Firenze, la Fondazione CR Firenze, il Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi e Intesa Sanpaolo. Gucci è il premium sponsor. Con il sostegno di Enel.

American Art 1961-2001.

Le collezioni del Walker Art Center da Andy Warhol a Kara Walker

Firenze, Palazzo Strozzi

28 maggio-29 agosto 2021

Informazioni e prenotazioni: T. +39 055 2645155 – prenotazioni@palazzostrozzi.org

Orari e Biglietti: www.palazzostrozzi.org

In foto:

Andy Warhol (Andrew Warhola Jr.; Pittsburgh, Pennsylvania 1928-New York 1987),

Campbell’s Tomato Juice Box, 1964, vernice polimerica sintetica, serigrafia su legno, cm 25,4 x 48,3 x 24,1.

Minneapolis, Walker Art Center.

T.B.Walker Acquisition Fund, 2001, 2001.212

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