«Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante
11 maggio – 8 agosto 2021
Firenze, Museo Nazionale del Bargello - Il tiolo di questa importante mostra: " Onorevole e antico cittadino di Firenze". Il Bargello per Dante, restituisce all'Alighieri e alla sua opera l'importanza e la dignità di cui era stato privato a causa delle ripetute condanne e riprende nella sua prima parte un’espressione della Nuova cronica di Giovanni Villani, che non ha solo valore epigrafico rispetto alla narrazione che la mostra propone, ma anche incarna lo spirito che sembra aver nutrito la Firenze di quegli anni nel suo confronto col poeta. Lo storico e mercante fiorentino, giunto a narrare i fatti del 1321, interrompe la sequenza degli avvenimenti per scrivere una breve vita di Dante, morto sul finire dell’estate di quell’anno. Si tratta della prima, sintetica biografia a lui dedicata, che si apre, significativamente, con il ricordo della morte e soprattutto dell’esilio. È proprio in questa circostanza che Villani definisce Dante «onorevole e antico cittadino di Firenze»: dunque non solo di antico lignaggio, ma anche meritevole di quell’onore di cui l’aveva privato un bando comminatogli solo perché legato a una fazione (la parte bianca) che la storia aveva voluto sconfitta. Concludendo il capitolo, Villani afferma di voler dare perpetua memoria a «tanto cittadino» per le sue virtù, la sua scienza e il suo valore, così da essere «per le sue nobili opere […] vero testimonio e onorabile fama a la nostra cittade». Villani, che non tace le intemperanze e le spigolosità del carattere del poeta, scrive queste parole nella loro forma definitiva intorno agli anni quaranta, quando la riconciliazione con la città nei fatti è ormai avvenuta. La seconda parte del titolo valorizza il legame tra Dante e il Bargello, cioè il palazzo in cui risiedeva il podestà negli anni in cui il poeta ancora viveva a Firenze.
La mostra, in collaborazione con l'Università di Firenze, è dedicata alla ricostruzione del rapporto tra Dante e Firenze, dagli anni immediatamente successivi alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi e i temi.
Curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, professori dell’Università di Firenze, «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, nasce nell'ambito di una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e i Dipartimenti di Lettere e Filosofia (DILEF) e di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università degli Studi di Firenze e annovera tra i membri del comitato scientifico esperti filologi e storici dell’arte, quali Andrea De Marchi, Giovanna Frosini, Andrea Mazzucchi, Marco Petoletti, e Stefano Zamponi. L’esposizione ha ricevuto un contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e il patrocinio del Comitato “700 Dante” coordinato dal Comune di Firenze.
, al centro del quale campeggia la Divina Commedia, e in cui i libri circolano con abbondanza e prendono vita nuove soluzioni artistiche e codicologiche proprio in relazione al poema dantesco.
Tra le opere in mostra anche il Lignum Vitae di Pacino di Bonaguida, capolavoro su tavola della Galleria dell’Accademia di Firenze eccezionalmente concesso in prestito al Museo Nazionale del Bargello, realizzato dal pittore e miniaturista tra il 1310 e il 1315, che traduce per immagini, in modo insolitamente dettagliato, i temi del testo letterario Lignum vitae, trattato scritto da san Bonaventura da Bagnoreggio nel 1274.
Nel percorso le parole che gravitano intorno alla figura di Dante, oltre a mostrarsi visivamente nei codici e nelle opere d’arte, si trasfigurano in suono e accompagnano il visitatore. Grazie ad un accordo istituzionale con la Fondazione Teatro della Toscana e con l’Associazione Oltrarno, che ha curato e prodotto una serie di registrazioni audio, alcuni testi, selezionati dai curatori della mostra, risuonano nell’ultima sezione e contribuiscono ad animare i versi di Dante e i diversi registri della lingua fiorentina del Trecento attraverso le voci dei giovani attori della scuola diretta da Pierfrancesco Favino.
Il Museo Nazionale del Bargello è luogo dantesco per eccellenza a Firenze e sede ideale per la mostra che ripercorre il complesso rapporto tra Dante e la sua città natale: nella Sala dell’Udienza dell’allora Palazzo del Podestà (oggi Salone di Donatello), il 10 marzo 1302, il sommo poeta venne condannato all’esilio definitivo; nell’attigua Cappella del Podestà, solo pochi anni dopo (tra il 1333 e il 1337), Giotto, con la sua scuola, impostava il suo ultimo capolavoro pittorico, ancora poco noto al grande pubblico, e ritraeva per la prima volta il volto di Dante, includendolo tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Proprio attorno a questo ritratto, la prima effigie nota del padre della lingua italiana, si delinea così quel processo di costruzione della memoria che permetterà a Firenze di riappropriarsi dell’opera e della figura di Dante. La Cappella, dove si trova il volto affrescato, parte integrante del percorso della mostra, è stata recentemente oggetto di un intervento di diagnostica e manutenzione conservativa su alcune parti del Paradiso, grazie ad un’elargizione della Fondazione il Bargello onlus tramite ArtBonus e alla collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’Opificio delle Pietre Dure, che ha curato le indagini diagnostiche e il restauro. In occasione della mostra è possibile anche vedere la nuova illuminazione e un’anteprima del nuovo allestimento della Cappella e della annessa sagrestia. Le quattro vetrine presenti sono sufficienti a comprendere i criteri secondo i quali è stata organizzata la collezione delle oreficerie, privilegiando le funzioni di questa suppellettile che, per quanto preziosa in sé, era comunque primariamente strumento liturgico e di devozione. Tra le opere esposte in sagrestia spicca il fregio firmato da Andrea Pucci Sardi da Empoli e datato 1313. Il fregio, opera capitale dell’arte orafa a Firenze nel primo Trecento, in dialogo con le invenzioni giottesche, viene qui presentato dopo un delicato restauro dell’Opificio delle Pietre Dure.
Frutto di ricerche condotte negli ultimi decenni, «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante è stata preceduta da un ciclo di seminari di filologia dantesca tenuti presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, aperto alla partecipazione di studenti e studiosi provenienti da tutta Italia, e sarà accompagnata nel corso del 2021 da analoghe iniziative scientifiche e didattiche, tra cui la serie di laboratori gratuiti “Dante per tutti” per i bambini e ragazzi, realizzati grazie ad un contributo della Fondazione CR Firenze (che ha anche contribuito alla realizzazione della mostra) che si terranno al Bargello, e dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento.
“La mostra, progettata per consentire livelli di lettura differenziati, non si rivolge solo agli studiosi ma soprattutto al grande pubblico, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi – dichiara Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello –. La collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’Università di Firenze è stata fondamentale per il ruolo cardine dei curatori, professori dell’Ateneo fiorentino, ed è stata inoltre un’occasione formativa per studenti, dottorandi e giovani studiosi, impegnati nel progetto. In questi tre anni abbiamo pure voluto coinvolgere diversi istituti e realtà per creare un progetto condiviso a più livelli, tra istituzioni d’eccellenza fiorentine e toscane. In un momento di grave crisi economica, a seguito della pandemia, sono particolarmente grata a quanti hanno finanziariamente sostenuto questa mostra e a tutti quelli che hanno lavorato al progetto e alla sua realizzazione, nel più alto senso di servizio al pubblico”.
per informazioni www.bargellomusei.beniculturali.it
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