Maria Nikiforova : bombe,rapine e rivoluzione

Lunedì 27 Giugno 2022 16:25 Samira Sharfeddin
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Rubrica Schegge - di Samira Sharfeddin

 

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Maria Nikiriforova nasce nel 1885 a Alexandrovsk in Ucraina (oggi Zaporizhia). All'età di 16 anni inizia la militanza nei circoli anarco-comunisti della zona. Nel 1906 viene condannata a morte dal governo zarista, pena poi commutata in ergastolo.

I primi anni della pena li sconta a Pietrogrado, ma nel 1910 viene deportata in Siberia e riesce a fuggire in Giappone per finire a stabilirsi negli USA, in seguito va in Spagna ed infine Parigi. Nella capitale francese si sposa con Witold Bzhostek, anarchico polacco. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, si schiera con Peter Kropotkin  a favore dell'interventismo in guerra contro la Germania.

Ricomparsa nella primavera del 1917 ad Alexandrovsk, in Ucraina, riprende la sua lotta armata contro le proprietà del governo, gli ufficiali dell'esercito dello Zar e i proprietari terrieri. Nell'estate dello stesso anno si trasferisce a Kirovograd per organizzare e gestire una Guardia Nera anarchica; il suo modo di combattere affascinerà non poco Nestor Makhno, con cui Maria Nikiforova stringerà solidi rapporti collaborativi.

Con l'intento di attaccare i simboli del potere zarista, nell'agosto del 1917 partecipa all'attacco della città di Orikhiv. L'azione è veloce ed efficace; molti i morti tra le truppe militari fedeli allo Zar. Quest'attacco consentirà alla Guardia Nera di Maria Nikiforova reperire molte munizioni utili per successive azioni.

I successi della Guardia Nera di Maria Nikiforova serviranno da esempio per gli anarchici russi, che sullo stesso esempio formeranno piccoli gruppi di anarchici combattenti che si opporranno alla supremazia e alla violenza bolscevica. Questi gruppi di guerriglia cominciano a farsi notare nella primavera del 1918, e nell'aprile del 1918 il Generale Ovseenko dell'Armata Rossa rende pubblicamente merito a Maria Nikiforova e allo spirito anarchico. All'interno del contesto storico la lode potrebbe apparire sorprendente per via dei conflitti tra i due raggruppamenti, tuttavia anarchici e comunisti avevano in comune un identico nemico: i reazionari bianchi.

Pochi giorni dopo di questa lode, la notte del 12 aprile 1918, le truppe bolsceviche prendono d'assalto circa 30 centri anarchici di Mosca. Per le strade della capitale viene combattuta una dura battaglia. Circa 50 anarchici muoiono e oltre 500 vengono fatti prigionieri. A metà del 1919, l'anarchica ucraina, che oramai è in stretta alleanza con Nestor Makhno, avrebbe ordito alcuni piani: uno per liberare alcuni makhnovisti trattenuti dai bolscevichi nelle carceri di Charkiv ed un altro per uccidere Denikin a Rostov e Koltchak in Siberia (entrambi leader dell'esercito bianco). Al progetto avrebbe partecipato anche Maxim Tcherniak. Maria viene catturata ed arrestata insieme al marito dalle truppe fedeli all'armata bianca, i due vengono giustiziati a Sebastopoli il 16 settembre 1919.

Fonte: Anarcopedia

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 29 Giugno 2022 09:04 )