L'Albania insorge per il futuro
E tutto alla fine converge
1. E' chiamata la rivoluzione dei fenicotteri, perchè l'intera Albania insorge da giorni per il progetto di un resort di lusso che distruggerebbe l'ecosistema e la biodiversità sull'isola disabitata di Sazan
2. Ma è anche la lotta l'"Albania non è in vendita", quindi con un profondo attaccamento al proprio territorio, svenduto ai grandi gruppi finanziari e immobiliari.
3. E' una lotta per il lavoro e il salario, perchè si riconosce che il modello di sviluppo speculativo e di cementificazione non porta "benessere", ma solo ricchezza ai ricchissimi.
4. E' "no kings" perchè uno degli elementi scatenanti è che il resort di lusso sarebbe realizzato da Kushner, marito di Ivanka Trump, affarista legato sia al sionismo sia all'amministrazione Trump.
5. E' un movimento di massa antisionista, perchè comprende il ruolo di Kushner nel genocidio a Gaza (tra i primi a parlare di resort di lusso nella striscia) e come non vi sia confine tra gli affari economici e l'aumento del controllo sionista sul Mediterraneo.
6. E' una lotta contro la speculazione immobiliare.
7. E' memoria visto che quella zona costiera fu strappata al controllo dei fascisti e dei nazisti che la ritenevano strategica militarmente.
8. E' rivolta contro la "sionistizzazione" del diritto, visto che lo scontro è avvenuto con guardie private che presidiavano l'area con le forze dell'ordine "ufficiali" colpevolmente immobili.
9. E' radicalità nelle forme di lotta e negli intenti. E' ambientalismo, antifascismo, antisionismo, lotta per il proprio territorio inteso come patrimonio ambientale, è il sovranismo dell'autodeterminazione non quello razzista e posticcio che svende tutto alle multinazionali. E' insorgenze e convergenza.
10. Noi sorridiamo e al contempo ribolliamo di rabbia. Ritroviamo in queste lotte del futuro tutto quello che abbiamo fatto in questi 5 anni. Sul tetto della ex Gkn c'è stato lo striscione "STOP SPECULAZIONE IMMOBILIARE", sventola il giglio di Firenze e i simboli della Resistenza, abbiamo difeso "il nostro territorio", il verde, la dignità, fatto convergenza con il movimento ambientale.
Quella sinistra istituzionale che ha contribuito a dare un colpo a tutto questo, con il proprio immobilismo (calcolato, nessuno ce lo toglie dalla testa) non può dire lo stesso (la destra sta dall'altra parte della barricata in maniera chiara ed esplicita..). E ora siamo noi che veniamo a sgomberarvi.
Siamo insorti non solo per il futuro, ma con il futuro.
E non è ancora finita, ma non ci rimante molto tempo.
Tenetevi libere e liberi per l'11 e 12 luglio e spingiamo negli ultimi giorni di azionariato popolare (insorgiamo.org).
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