PATRIMONI DI QUALE UMANITA'?

Lunedì 28 Dicembre 2020 10:48 Laura Ciampini
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No, non si è registrata nessuna nascita la notte di Natale, le donne in gravidanza sono morte con i loro bambini in grembo. Anche i figli piccoli sono annegati nel canale tra Italia e Tunisia. Pochissimi i superstiti dei naufragi, che si sono ripetuti ininterrottamentenei mesi di novembre e dicembre 2020. Molti i dispersi. Difficile quantificare il numero delle vittime.

Pochi cronisti tentano di accendere l’attenzione su questi fatti, perché tutti i media si occupano del capillare,ossessivo, resoconto dei contagi da COVID. Altre questioni non interessano. Eppure da almeno 24 anni ogni Natale si ripetono gli stessi drammi. Centinaia di migliaia di persone, provenienti da varie nazioni africane, che dopo viaggi di mesi o addirittura di anni, arrivano alle coste della Tunisia e della Libia e aspettano i Caronte, perché li traghettino verso un destino incerto. Fino a tal punto sono disperati, pagano a carissimo prezzo un viaggio su imbarcazioni di fortuna, affidandosi alle onde, anche in pieno inverno.

A volte i flutti restituiscono i corpi dispersi nelle acque e li rotolano sulle spiagge. Doppiamente respinti, dalla terra e dal mare. Un braccio di Mediterraneo unisce due terre accomunate da millenni di “Storia”: i Fenici, i Romani, i Normanni, gli Arabi. Moltissime le contaminazioni culturali tra la Sicilia e Tunisia, che conservano tesori archeologici che l’UNESCO riconosce come patrimoni dell’Umanità. Un’umanità che però tutela le rovine e abbandona le persone più fragili, che non consente alle organizzazioni di volontari di prestare soccorso o di far sbarcare su terraferma coloro che sono stati tratti in salvo dal mare.

Una civiltà tecnologicamente sviluppata e arida di umanità.

Poesia di Laura Ciampini, in ricordo della neonata sulla spiaggia di Sorman, a 6 miglia da Zawija (Tunisia), morta nel naufragio del 13 giugno 2020

 

LA PICCOLA DI SORMAN

Brilli come una conchiglia

sulla riva dorata

in una mattina di luce

Ma lo strazio ci dilania

Quel pigiamino inzuppato

rotolato di sabbia

Quella manina aperta

sgusciata nello strappo

Leggera e tenera

nei suoi quattro mesi di vita

col pigiamino

per il sonno eterno

Non so il tuo nome

hanno oscurato il tuo volto

ma sento rantolare nel buio

il tuo ultimo battito

Restituita alla terra

dal mare

Separata dalla mamma

dal naufragio:

nessuna fatalità

dove vanno

i bambini

perduti

nei naufragi?

Quale Dio

culla i bambini

stretti sui barconi

persi tra le onde

Mare nostrum

problema loro

Medi-terraneo

il mare tra le terre

terre che respingono

acque che inghiottono

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Dicembre 2020 10:52 )