In piazza a Napoli le contraddizioni bruciano

Sabato 24 Ottobre 2020 16:31 Erica Massa
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Napoli brucia

Napoli apre la contraddizione di un virus che esiste, c’è ed è pericoloso ed uno Stato che più che prendere provvedimenti seri ed adeguati è stato per mesi il pane quotidiano dei creatori di meme.
Non si può scegliere se morire di fame o di covid. Non si possono chiudere in casa le famiglie se prima non ci sono delle misure adeguate per sostenere reddito e dignità delle persone (e quando parlo di dignità intendo, ad esempio, il diritto all’istruzione per tutt* o l’attenzione alla violenza domestica cresciuta sensibilmente in lock down).
La folla è violenta? Certo che lo è: se le Rivoluzioni non sono pranzi di gala, figurarsi una notte di rivolta popolare.
Verga scrisse una delle sue novelle più belle, intitolata Libertà. I protagonisti della novella sono dei contadini siciliani che all’arrivo dei garibaldini massacrano la famiglia latifondista della zona, che li aveva appezzentati. I contadini finiranno sul patibolo, condannati dall’esercito garibaldino che non aveva nessuna intenzione di cambiare le cose in Sicilia (“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, dirà un altro grande scrittore sempre riferendosi a quel periodo).
Ed il problema è sempre quello, della libertà e del sud. C’era la camorra? C’era la destra? Forse, può darsi. Succede di ritrovarsi i fasci in piazza quando nessuna sinistra riesce a trovare forme di comunicazione con la propria classe di riferimento.
Succede che ci sia la camorra (mi fa rabbrividire usare questa semplificazione come se “il camorrista” sia un prototipo unico... distinguibile dai canoni che ci ha dato Saviano in Gomorra o le sceneggiate meroliane). Succede che ci sia quando uno Stato ha deciso che la camorra ci fosse deliberatamente, quando ha permesso che in una parte del proprio territorio il potere fosse condiviso con un altro oscuro e violento.
E quindi, si possono buttare giù fiumi di parole su Napoli, De Magistris, De Luca, la camorra, i fascisti, la sinistra e le violenze. Potrà far comodo vedere i napoletani come i barbari o eroi o ignoranti o i lumpenproletari del nuovo millennio. Ma la realtà è che Napoli ci schianta sul viso le contraddizioni di questi mesi distopici e folli in cui nessun* è riuscito a tirare fuori le basi per una più che giusta ribellione contro un sistema che NON FUNZIONA (perché la scuola non funziona, la sanità non funziona, il welfare non funziona. Non funzionano ora con il covid e non funzionavano prima) e succede che allora la gente scenda in piazza con mazze e bastoni. Non è neanche la prima volta, nella storia di Napoli e nella storia dell’umanità

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Ottobre 2020 16:35 )