Noemi e le altre.

Giovedì 14 Settembre 2017 10:37 Stefania Parmigiano
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Noemi è stata uccisa, e tra un po' diranno che era consenziente.
"È uscita con un coltello", "Premeva per l'uccisione della mia famiglia", sono le dichiarazioni trapelate ieri, a undici giorni dalla scomparsa. È stato definito un giallo per convenzione, Noemi era stata ripresa da una telecamera mentre, all'alba, saliva nella macchina della famiglia dell'assassino. Il padre del diciassettenne è indagato per concorso in omicidio, il suo coinvolgimento non è stato ancora chiarito, ma è certo che abbia avuto un ruolo.
Noemi su Facebook aveva già seminato i suoi dubbi parlando di amore malato, e la sua famiglia aveva già denunciato il ragazzo alla Procura a causa del suo carattere violento. Ne erano scaturiti due procedimenti, uno per violenza privata e uno per verificare il contesto in cui il ragazzo, che era seguito dal SERT ed era già segnalato per fatti violenti, viveva. Ma nessun provvedimento era stato adottato nei suoi confronti. Il ragazzo è stato ripreso in un video mentre distrugge un'auto che sembra sia di un'amica della vittima, con la quale avrebbe litigato nei giorni della scomparsa di Noemi.
All'uscita della stazione dei carabinieri in cui era stato ascoltato, il ragazzo ha risposto alla gente che lo contestava alzando la mano per un saluto provocatorio e spavaldo.
Quindi noi, per l'ennesima volta, raccontiamo che nel corso della vita una donna su due subisce violenza maschile in forme diverse, nel tentativo di affermare un predominio che la cultura profondamente maschilista continua a proporre, dalla cancellazione dell'identità all'omicidio; ricordiamo pure che a ottobre 2013 il Senato ha approvato il decreto legge contro il femminicidio - che riconosce la violazione dei diritti umani e la discriminazione di genere e che si basa soprattutto sull'inasprimento delle pene e delle misure cautelari quando la violenza è commessa contro una persona con cui si ha una relazione - prevedendo l'erogazione di 10 milioni all'anno per i centri antiviolenza, che però stanno chiudendo per i tagli apportati dal governo Gentiloni.
È il sistema intero che viene alterato dalla cultura del dominio maschile, siamo bombardati da atteggiamenti maschilisti; è una cultura che ben esprime l'assassino del giorno, ma che viene veicolata dalla tv, dalle pubblicità, dai social, da espressioni ritenute goliardiche.
La questione è maschile, non femminile. Il problema ce l'hanno gli uomini, e lo trasmettono ai ragazzini.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Settembre 2017 21:22 )