
Il 7 settembre si è svolta nella Sala Monumentale di Palazzo Chigi la prima rie della task force sull'intelligenza artificiale promossa dall'Agenzia per l'Italia Digitale. Sebbene la notizia sia passata pressoché inosservata sui media generalisti, questo avvenimento può rappresentare un passo importante per il futuro del nostro paese visto che finalmente la più dirompente delle nuove tecnologie che plasmeranno i prossimi decenni è entrata nelle sale del governo italiano.
Perchè è così importante l'intelligenza artificiale
Possedere uno strumento in grado di rispondere ad ogni domanda e risolvere ogni problema è un sogno che probabilmente affonda le sue origini nell'alba dell'umanità ma la possibilità di raggiungere questo obbiettivo sembra finalmente a portata di mano. Secondo innumerevoli ricercatori e analisti la prossima grande rivoluzione che cambierà la storia della civiltà sarà l'intelligenza artificiale. I computer attuali sono in grado si stupirci in specifiche attività come sconfiggere i più abili tra gli umani in giochi di strategia, guidare automobili o rispondere a nostre domande vocali ma questi dispositivi sono solo il preludio di sistemi dotati di una intelligenza generale in grado di approssimare sempre di più le capacità del cervello umano e in futuro superarle di vari ordini di grandezza.
Non c'è accordo sul quando, potrebbero essere 10 anni o 50, ma la maggior parte degli scienziati ha dato come certo l'avvento di macchine intelligenti la cui potenzialità non siamo nemmeno in grado di immaginare grazie al futuro sviluppo delle nanotecnologie, della computazione quantistica e delle reti neurali. Le incredibili capacità di queste IA (intelligenze artificiali) le renderanno fonte di grandi opportunità ma anche di rischi se venissero programmate da malintenzionati. Per questo nella comunità scientifica e del business della tecnologia in molti si interrogano e dibattono tra chi sostiene che le IA saranno la scatola magica dove si inseriscono i problemi e si tirano fuori le soluzioni e chi afferma che potrebbero scatenare la terza guerra mondiale. In ogni caso è difficile non concordare con Putin che ha recentemente sentenziato che chi svilupperà la migliore IA controllerà il mondo.
Cos'è l'Agenzia per l'Italia Digitale
Nel 2012 il governo italiano, in colpevole ritardo, ha deciso di creare un'agenzia che aggregasse tutte le precedenti agenzie ed enti pubblici che si occupavano di digitale in modo da avere un soggetto unico che avesse il compito di diffondere l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione tra cittadini, imprese e amministrazioni locali.
Nacque così l'Agenzia per l'Italia Digitale, con 5 funzioni principali:
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coordinare le attività dell'amministrazione statale, regionale e locale, progettando e monitorando l'evoluzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione;
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adottare infrastrutture e standard che riducano i costi sostenuti dalle singole amministrazioni e migliorino i servizi erogati a cittadini e imprese;
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definire linee guida, regolamenti e standard;
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svolgere attività di progettazione e coordinamento di iniziative strategiche per un’efficace erogazione di servizi online della pubblica amministrazione a cittadini e imprese;
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assicurare l'uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici.
L'AgID negli scorsi anni ha prodotto un documento, l'Agenda Digitale Italiana e per attuarlo nel 2016 è stato deciso di creare un team di persone altamente specializzate sotto la guida del commissario straordinario Diego Piacentini. Questa squadra è il Team per la Trasformazione Digitale e nasce per avviare la costruzione del “sistema operativo” del Paese, una serie di componenti fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i cittadini, la Pubblica amministrazione e le imprese, attraverso prodotti digitali innovativi.
Missione fondamentale del Team è quella di supportare le pubbliche amministrazioni centrali e locali nel prendere decisioni migliori e il più possibile basate sui dati, grazie all’adozione delle più moderne metodologie di analisi e sintesi dei dati su larga scala, quali Big Data e Machine Learning. Ed è qui che entra in gioco l'intelligenza artificiale e la necessità di creare una taskforce dedicata.
Cosa farà la task force sull'Intelligenza Artificiale
Il potere dirompente dell'IA trova sicura applicazione nel miglioramento della pubblica amministrazione. Molte attività come raccogliere, analizzare e interpretare i dati possono essere automatizzate da un'IA che sarà in grado di ridurre i carichi amministrativi, aiutare a risolvere problemi di allocazione risorse, migliorare la qualità dei servizi e quindi rendere più efficiente e snello il rapporto tra Stato e cittadino.
La task force voluta dall'Agenzia per l'Italia Digitale e composta da 30 esperti dovrà studiare queste potenzialità e a dicembre presenterà un primo rapporto sintetico con suggerimenti e raccomandazioni che la pubblica amministrazione italiana potrà adottare per allinearsi alle migliori prassi internazionali.
La task force, inoltre, valuterà possibili progetti pilota per sperimentare applicazioni e servizi che utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale con i soggetti che si candideranno.
I 30 esperti saranno appoggiati da una community online dove chiunque potrà dare il proprio contributo all'indirizzo https://ia.italia.it/community/
Queste ovviamente sono le buone intenzioni che possiamo leggere sul sito dell'Agenzia, adesso si attendono i fatti. Che si arrivi a parlare di intelligenza artificiale a Palazzo Chigi è già di per sé una notizia positiva ma nel resto del mondo già si corre ed è ormai partita la gara a chi svilupperà per primo l'IA definitiva. A guidare il gioco sono ovviamente grandi attori privati appoggiati da stati molto più potenti dell'Italia, quello che possiamo fare è quindi iniziare ad affrontare a livello politico e legislativo la questione in modo da trovarci pronti a raccogliere le opportunità che potrà offrire. La squadra, con il roboante nome di TaskForceIA, è stata formata (anche se non è nemmeno riuscita ad allestire una diretta Facebook decente per la presentazione), non resta che augurarle buon lavoro, ce n'è tanto da fare.
Cosimo Biliotti
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