Cyberbullismo: Un fenomeno senza fine

Giovedì 16 Febbraio 2017 18:48 Carlotta D'Elia
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Negli ultimi mesi in Italia si è registrato un numero sempre più in costante aumento di vittime di bullismo virtuale, meglio conosciuto come Cyberbullismo. Basti pensare a Tiziana Cantone, giovane napoletana che ha deciso di togliersi la vita dopo che un filmino hard che la ritraeva è finito online, ma questa è solo una delle tante vittime italiane di cyberbullismo.
Con l’avvento dei social media questo fenomeno si è propagato in tempi rapidissimi, coinvolgendo giovani di ogni età, estrazione sociale ed etnia.
Ma partiamo dall’origine di tale fenomeno; esso nasce nei primi anni del XXI secolo, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma nonostante sia un fenomeno del tutto “nuovo”, può manifestarsi in vari modi. Basti pensare alle innumerevoli forme di bullismo che esistono, si parte dal bullismo psicologico sino ad arrivare al bullismo fisco, passando attraverso il cyberbullismo, il bullismo di etnia e religione per poi arrivare al bullismo in famiglia.
La forma meglio conosciuta di bullismo è quello così definito “BULLISMO MASCHILE” o “BULLISMO DIRETTO” è una forma di violenza diretta, ha lo scopo di ferire, di far sentire chi subisce le violenze debole e indifeso; a questo tipo di bullismo segue il “BULLISMO FEMMINILE” o “BULLISMO PSICOLOGICO”. Tale forma di bullismo è la più subdola poiché non è evidente, come lo sono gli schiaffi i calci e i pugni, in questa forma il bullo fa leva sui punti deboli della vittima, colpendola a livello psicologico più che fisico, la vittima stessa cerca di sottovalutare la situazione, cercando di non coinvolgere gli adulti per paura di sembrare debole.
Un altro tipo di bullismo è quello “VERBALE” si cerca di screditare la vittima usando cattive parole, insultandola, ripetendole così tante volte che alla fine la vittima si convince che sia la verità. Esiste anche una forma di bullismo che soprattutto le donne sono costrette a subire ed è il “MOBBING SUL LAVORO”, una violenza psicologia, da parte di colleghi e capi delle aziende in cui lavorano, chi lo subisce viene emarginato, gli vengono affidati compiti ingrati con il solo scopo di allontanarlo ed “eliminarlo” dal posto di lavoro. Infine c’è la forma di bullismo più pericolosa di tutte, il “CYBERBULLISMO”. È definito una delle forme più devastanti di bullismo che purtroppo è emerso negli ultimi anni con l’avvio dei social media, la prevalenza di quest’ultimo tipo di bullismo è la dimostrazione di come per i bulli virtuali sia facile aver accesso alla vita delle proprie vittime. Ad oggi per molte persone non è facile riuscire a capire quanto siano estremi gli effetti del cyberbullismo su bambini e adolescenti.
il termine Cyberbullismo fu coniato nel 2002 dal canadese Bill Belsey e ripreso nel 2006 da Peter Smith, il quale definisce il cyberbullismo “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un testo elettronico, agita contro un singolo o un gruppo con l'obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi".
Esistono varie tipologie di cyberbullismo,
“SEXTING, vale a dire l’invio di foto e video sessualmente espliciti che ad insaputa della vittima vengono diffusi, questo provoca i essa un senso di vergogna, impotenza e frustrazione.
“MOLESTIE”, quando vengono rivolti insulti espliciti ripetutamente.
“FLAMING”, quando si ricevono online messaggi offensivi e pesanti.
“FURTO D’IDENTITà”, quando si fingere di essere un'altra persona, creando sul web e in particolar modo sui social media un profilo con il nome della vittima designata, con lo scopo di rovinare la reputazione di quest’ultima.
“RIVELAZIONI”, si rendono pubblici fatti relativi alla vita privata di una persona.
“INGANNO”, si cerca di ottenere informazioni dalla vittima, cercando di acquistare la sua fiducia con il solo scopo di rendere pubblici notizie della sua vita, che potrebbero provocare vergogna e sofferenza psicologica.
“CYBERBULLISMO insieme al BULLISMO”, questo può essere un mix esplosivo, poiché è un tipo di bullismo che ha inizio nella realtà, in cui le vittime sono aggredite dai bulli, i cui spettatori e spesso complici dei bulli riprendono la scena con i telefonini per poi pubblicare il filmato in rete in particolar modo sui social media.
Il Cyberbullismo pur essendo legato al bullismo tradizione, se ne distacca sotto alcuni aspetti, gli AGUZZINI sono per lo più anonimi mentre nel bullismo tradizionale sono molto spesso compagni di classe.
I TESTIMONI nel cyberbullismo è il mondo, poichè il materiale può essere diffuso ovunque accedendo ad internet, mentre in quello tradizionale i testimoni sono solo una ristretta cerchia, di solito membri di un .determinato ambiente.
I bulli di rete il più delle volte sono coloro i quali dicono e fanno quello che nella realtà non avrebbero mai il coraggio di fare , si cullano del fatto che sono soggetti invisibili sul web e sentono di avere il diritto di dire quello che vogliono.
Tale fenomeno di rete non fa vedere le conseguenze delle proprie azioni e ciò ostacola ai bulli la comprensione della sofferenza delle vittime.
Secondo i dati raccolti nel 2014 in America, il 43% degli intervistati( minori) ha subito atti di cyberbullismo almeno una volta nella vita, in un'altra indagine si è evidenziato che circa il 61% degli adolescenti ha dichiarato di essere stato vittima di post diffamatori sui social.
Con l’avvento di questo fenomeno, dai confini non ben definiti, l’Unione Europea nel 2013 ha promosso un progetto “EUROPE ANTI- BULLYING PROJECT”, con lo scopo di indicare l’incidenza del bullismo in 6 paesi europei. In Italia, secondo i dati forniti dal “Telefono Azzurro”, il 15,9% dei ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, è stato vittima di bullismo online.
Nel cyberbullismo un ruolo importantissimo lo svolgono gli osservatori, poiché in base al loro atteggiamento, possono frenare o favorire il fenomeno.
Solo 1/10 delle vittime informa i genitori di quello che subisce; una ricerca americana, stima che circa il 70% dei bambini è stato spettatore di bullismo online, mentre in Italia 1 su 4 dichiara di essere rimasto a guardare senza far nulla, poiché la paura più grande per chi osserva è quella di diventare a sua volta un bersaglio nel momento in cui si cerca di aiutare la vittima.
Per far fronte a questa minaccia che giorno dopo giorno di diffonde rapidamente, i governi europei hanno deciso di indicare il 7 Febbraio “Safer Internet Day” , la Giornata internazionale contro il bullismo. In Italia ad inizio mese è stato approvato dal Senato con 224 voti favorevoli, il disegno di legge per contrastare il cyberbullismo, con la speranza che sia l’inizio di un percorso di formazione ed educazione tra i giovani che molto spesso non sono in grado di comprendere le conseguenze delle loro azioni.

Carlotta D’Elia, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Febbraio 2017 18:57 )