Referendum Costituzionale.

Mercoledì 10 Agosto 2016 19:13 Filippo Cosma
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REFERENDUM COSTITUZIONALE.

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Mancano pochi mesi, il giorno preciso è ancora da stabilire, ma tra il mese di ottobre e novembre, gli italiani aventi diritto al voto saranno chiamati alle urne, per rispondere nuovamente, al quesito dell'istituto referendario.

Di che referendum parliamo ?

Referendum di tipo confermativo, richiesto da alcuni gruppi parlamentari in disaccordo sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi. 

Come nasce e cosa modifica la riforma esattamente nella costituzione ?

Una proposta di riforma della Costituzione della Repubblica Italiana contenuta nel testo di legge costituzionale approvato dal Parlamento italiano il 12 aprile 2016. Nata per volonta del Governo Renzi sotto forma di disegno di legge e presentato l'8 aprile 2014, si prefigge il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione. Ma questo è solo un assaggio semplificato delle modifiche che verranno riportate. In particolare, le modifiche saranno ai titoli I, II, III, V e VI della seconda parte della Costituzione (in totale 47 articoli su 139, sebbene alcuni siano modificati solo consequenzialmente all'abolizione delle province e del bicameralismo perfetto, riguardo il funzionamento delle Camere e l'iter legislativo, le funzioni e la composizione del Senato, l'elezione del Presidente della Repubblica e le modalità di attribuzione della fiducia al Governo). Ulteriori modifiche al titolo I sono relative all'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza, alle leggi di iniziativa popolari e ai referendum; mentre altre modifiche al titolo III riguardano l'introduzione del principio di trasparenza per la pubblica amministrazione. Vi sono inoltre numerose modifiche al titolo V, relative in particolare al rapporto tra Stato ed enti locali minori. Alcune modifiche al titolo VI riguardano infine l'elezione dei giudici della Corte costituzionale.

Chi ha chiesto il referendum?

Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega Nord e Sinistra Italiana, per un totale di 166 deputati, hanno presentato le firme per chiedere la consultazione popolare a ottobre. A maggio l'ufficio centrale per il referendum convalida le quattro richieste di referendum parlamentari dichiarando legittimo il quesito referendario.

Perchè non è presente il quorum ?

Il referendum in questione, detto costituzionale o confermativo, non necessita, ai fini della sua validità, di un quorum come succede invece per i referendum abrogativi.
I cittadini italiani dovranno quindi solo esprimersi a favore o contro la riforma costituzionale del ddl Boschi, e passerà l'opzione più votata, indipendentemente dal numero di votanti.
Qui sotto il link del ministero degli interni per un approfondimento sul quorum.

http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/elezioni/app_notizia_22182.html

Il testo della riforma.

Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15-4-2016
CAMERA DEI DEPUTATI, TESTO LEGGE COSTITUZIONALE
Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione».
Qui sotto il link della gazzetta ufficiale dove viene riportato per intero il testo della riforma costituzionale.
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg


Gli sviluppi cronologici della riforma costituzionale Renzi-Boschi.

8 aprile 2014: Matteo Renzi e Maria Elena Boschi presentano il ddl costituzionale al Senato.

8 agosto 2014: il Senato approva con modifiche il ddl con 183 sì, 0 no e 4 astenuti; Forza Italia vota a favore, le altre opposizioni lasciano l'aula al momento del voto.

10 marzo 2015: dopo nuove modifiche, dopo votazioni su emendamenti anche in notturna per superare l'ostruzionismo delle opposizioni, anche la Camera vota la riforma con 357 voti favorevoli, 125 contrari e 7 astenuti, tra le polemiche di tutte le forze di minoranza, Forza Italia compresa.

13 ottobre 2015: con ulteriori modifiche, il Senato approva il ddl di riforma costituzionale con 178 sì, 17 no e 7 astenuti; le opposizioni lasciano l'aula al momento del voto. 11 gennaio 2016: la Camera approva il testo deliberato del Senato con 367 sì, 194 no e 5 astenuti.

20 gennaio 2016: il Senato della Repubblica approva il testo in seconda deliberazione con 180 sì, 112 no e 1 astenuti.

12 aprile 2016: anche la Camera dei deputati dà l'approvazione definitiva al ddl di revisione costituzionale con 361 sì, 7 no e 2 astenuti, mentre le opposizioni lasciano nuovamente l'aula in segno di protesta.

15 aprile 2016: il testo di legge costituzionale è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 88. 20 aprile 2016: gruppi di deputati e senatori di maggioranza e opposizione presentano separatamente in Cassazione richieste per un referendum costituzionale, mentre una procedura di raccolta firme popolare è avviata dal Comitato per il no.

10 maggio 2016: l'Ufficio Centrale per il referendum ammette le quattro richieste di referendum parlamentari dichiarando legittimo il quesito referendario.

luglio-settembre 2016: periodo utile per l'indizione del referendum. ottobre-novembre 2016: periodo previsto per il referendum in considerazione di tutti i tempi tecnici necessari.

Nella costituzione italiana è l'articolo 138 a regolare l'istituto del referendum per la modifica delle leggi costituzionali e delle leggi di revisione costituzionale.

Qui sotto quanto riportato ufficialmente dalla nostra costituzione.


Titolo VIII . GARANZIE COSTITUZIONALI
Art. 138 (revisione della costituzione)
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Assemblee regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

 

Perchè votare si.

Abolizione del bicameralismo; con la modifica del senato nonchè la diminuzione dei suoi componenti e i diversi compiti che dovranno svolgere il meccanismo con cui le leggi vengono passate da Senato a Camera (navette) e tutte le lentezze e i ritardi che ne derivano cesseranno di esistere.
L'instaurazione di un rapporto di fiducia più saldo ed esclusivo tra camera dei deputati e governo quindi un legame di equilibrio e una minor probabilità di una crisi governativa , generato dall'abolizione del senato.
Con la diminuzione dei senatori, e quindi dei parlamentari, ma anche con l'abolizione del Cnel vi sarà un notevole risparmio. 
grazie all’introduzione del referendum propositivo e alle modifiche sul quorum referendario aumenterebbe la democrazia diretta;
il Senato sarà come dire una “camera di compensazione” tra governo centrale e poteri locali, quindi diminuiranno i casi di contenzioso tra Stato e Regioni davanti la Corte costituzionale.

 Perchè votare no.

Ricordiamoci che si tratta di una riforma non legittima perché prodotta da un parlamento eletto non dal popolo ma con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Il (porcellum) fu dichiarata una porcata dallo stesso parlamentare Calderoli che l'aveva proposta, tanto è vero che fu ribattezzata con termine Porcellum da Giovanni Sartori per ricordarla per quello che era veramente.
Proposta sotto dettatura del governo e non dal parlamento e da una sua iniziativa libera e spontanea.
Non viene superato definitivamente il bicameralismo, ma, lo si rende più confuso perchè si creano dei conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato;
Cè chi dice che non crea semplificazioni per quanto riguarda il processo di produzione delle norme, ma anzi lo complica: dalle nuove norme su Senato e procedura legislativa deriverebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti;
Con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%, abolendo le cariche parlamentari, poi sono in arrivo nuove indennità al rialzo per i funzionari parlamentari;
L'ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme (attualmente ne servono 50mila) per i disegni di legge di iniziativa popolare;
Sovranità popolare non garantita: insieme alla legge Italicum, volta a trasformare una minoranza in maggioranza assoluta di governo, espropria il popolo dei suoi poteri e consegna la sovranità nelle mani di pochi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Agosto 2016 11:37 )