Libertà di stampa - l'Italia perde posizione

Giovedì 21 Aprile 2016 10:14 Silvia Dalle Donne
Stampa

La “World Press Freedom Index“ è la classifica in cui, ogni anno, l’organizzazione non governativa Reporter Senza Frontiere (RSF) ordina i paesi del mondo sulla base di quanto è libera la loro stampa. L’Italia, come sempre negli ultimi anni, è andata molto male: si trova al 77° posto su 180. Davanti all’Italia ci sono paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia.

Per esempio al 58° posto c’è El Salvador, il paese con il più alto tasso annuale di omicidi al mondo: ci sono cento omicidi ogni 100 mila abitanti (cento volte il tasso italiano), quasi tutti causati dalle potentissime organizzazioni criminali locali. La stessa RSF ammette che in Salvador la stampa è peraltro apertamente minacciata dal regime e diversi giornalisti sono stati uccisi negli ultimi anni. Al 42° posto c’è il Burkina Faso, un paese che non ha grandi organizzazioni editoriali e dove negli ultimi mesi si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida e le prime elezioni democratiche negli ultimi 27 anni. Al 76° posto è considerata poco più libera dell’Italia la Moldavia, considerato uno dei paesi più corrotti d’Europa, dove è molto sentita la presenza e la pressione dei media filo-russi.

Tra 2013 e 2014 l’Italia ha perso 24 posizioni in un solo anno, scendendo dal 49° al 73° posto. Tra le ragioni fornite da RSF per questo calo c’è stato un aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti, con «un grande incremento di attacchi alle loro proprietà, specie le automobili». Per il 2015, l’anno a cui si riferisce il rapporto appena uscito, RSF non è scesa altrettanto nei dettagli per spiegare un’ulteriore perdita di quattro posti in classifica, ma segnala comunque altre motivazioni, il numero di giornalisti sotto protezione della polizia.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 22 Aprile 2016 09:30 )