Da un articolo, firmato da Ernesto Ferrara e apparso ieri sulla cronaca fiorentina de "La Repubblica", apprendiamo della volontà del sindaco Nardella di ampliare la rete di telecamere pubbliche e, se possibile, di "utilizzare" (da parte di chi? E soprattutto, a quali fini? La domanda, come vedrete, non è oziosa), quelle private. Ora, il Comune di Lastra a Signa, incurante del ridicolo, ha già prodotto "documenti ufficiali" sull'intenzione di videosorvegliare i cassonetti (1), e se questo accade "nella provincia", il capoluogo non potrà certo essere da meno....
Il pretesto per la realizzazione del "Grande Fratello" cittadino, a detta di Mr. Ferrara, è da rintracciare nell' "allarme dei commercianti che chiedono più controlli e più sorveglianza in modo da incastrare ladri e scippatori." Si può facilmente congetturare che questo non avvenga casualmente in questo periodo dell'anno, ma che sia in qualche modo legato all'inizio della stagione turistica. Dunque, nell'imminenza dell'annuale arrivo delle "mandrie" di turisti che puntualmente arrivano in città, (composte, bisogna dirlo a loro difesa, da individui la cui aria "bovina", a contasto con la rapacità di molti commercianti cittadini ricorda il famoso "T'amo pio bove" del Carducci), il sindaco si proccupa che i nostri solerti "tutori dell'ordine" possano immediatamente rintracciare il ladruncolo o più semplicemente il seccatore....
Ma qui stiamo lavorando di fantasia, infatti se lo scopo fosse quello dichiarato dal Nardella basterebbero le telecamere che puntualmente troviamo a) nei negozi (qual è il negozio che ne è sprovvisto? E quale non mette a disposizione delle "forze dell'ordine" le sue immagini, in caso di problemi?) b)nelle strade e nelle piazze del centro, oppure c)nei luoghi, dove il benpensante fiorentino ritiene che avvengano più scippi e borseggi (si veda la comica militarizzazione della stazione di Santa Maria Novella, il cui esempio, come ci viene ricordato dagli annunci puntualmente subiti da noi pendolari sui treni, è stato esportato a Roma Termini e a Milano Centrale, a dimostrazione cheil miglior modo per difendersi dall'accusa di mancanza di buon senso, è far passare come norma l'assurdo).
Non c'è nessuna ragione - se non forse un'inconscia voglia di essere sempre ripreso dalle stesse, da parte del Nardella- che possa giustificare la già presente (come ricorda il succitato articolo de "La Repubblica") rete di 160 telecamere pubbliche di sorveglianza. Le paure irrazionali, l'isteria di massa di certi settori della popolazione...Per definizione non rientrano nel campo della "razionalità" e neppure in quell'idea di civiltà che tanto ci vantiamo essere così presente "sui nostri lidi". Quindi, tantomeno ci può essere ragione di proseguire sulla strada del grottesco, strada, che come è noto, non porta a nulla di buono...
Fabrizio Cucchi, DEApress
(1)http://www.deapress.com/cronache/16960-videosorveglianza-peri-cassonetti.html
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