Assoluzioni e prescrizioni a Chieti, per tutti i 19 imputati a Ex Montedison che la Procura di Pescara aveva indicato come responsabili di avvelenamento delle acque doloso e disastro ambientale doloso su 12 ettari intorno alla fabbrica di Bussi.
Camillo Di Paolo, Maurilio Aguggia, Vincenzo Santamato, Carlo Cogliati, Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazareno Santini, Luigi Guarracino, Ginacarlo Morelli, Giuseppe Quaglia, Carlo Vassallo, Luigi Furlani, Alessandro Masotti, Bruno Parodi, Mauro Molinari, Leonardo Capogrosso, Maurizio Pizzardi, Salvatore Buoncoraglio.
Due erano le ipotesi, i capi d'accusa: l'avvelenamento e il disastro ambientale.La Corte di Assise ha sentenziato: tutti assolti perchè il fatto non sussiste dal reato di avvelenamento delle acque di falda (non è un fatto di volontà imputabile a chi è chiamato a risponderne) e prescritti n quanto il reato di disastro doloso è stato derubricato a "colposo" (sussiste ma prescritto, perchè è passato troppo tempo per l'accertamento dei fatti e di una penale responsabilità). Cioé: c'è il disastro ambientale, ma è senza colpevoli.
La difesa della parte in causa parla della conclusione pronunciata dalla corte d'Assiste come all'altezza della giustizia. Basite le 27 parti civili, anche perchè l'Istituto superiore di sanità aveva già certificato che quelle acque inquinate erano state propinate ugualmente a 700 mila abruzzesi della Val Pescara.
Ma ora il fatto non sussiste. Eppure per la prima volta (dicono le 27 parti civili) è stata scientificamente dimostrata la portata di un inquinamento come quello di Bussi, dove sono stati sversati sotto terra da decenni da Montedison e sile seguenti 25 mila tonnellate di veleni chimici ad alta tossicità, tanto da fare di quella zona una discarica abusiva dei veleni più grande d'Europa. Questo succede in Italia, come per il caso Eternit. E questo deve farci riflettere.
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