Flash mob docenti precari

Venerdì 21 Settembre 2012 10:53
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“C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita, che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito.
L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque.
La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza.
Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari.
Il dispari cominciava fuori.”

E’ in queste parole di Erri DeLuca che si può cogliere il senso più profondo del concetto di istruzione, il suo valore rivoluzionario, legato alla possibilità di trascendere le gerarchie sociali e creare un mondo in cui tutti siano alla pari, a livello culturale, in cui tutti abbiano gli strumenti necessari a capire la realtà che li circonda, a rifletterci sopra, a farsene un’idea senza venire manipolati da nessuno; un mondo migliore, alla fine.
Per questo il testo è stato scelto come slogan dal “Gruppo docenti precari di Firenze”, che ieri alle 17.30 ha organizzato un flash mob in Via Martelli, davanti al liceo Galilei. Un gruppo di persone stese a terra, con un libro in mano contenente la copia del testo e una maschera sul volto, a simboleggiare la morte della scuola pubblica, che a un fischio si sono alzate scoprendosi il viso per manifestare la loro speranza in una rinascita della cultura.  Perché una speranza c’è, e quella per l’istruzione dovrebbe essere una battaglia di tutti. Un Paese che non investe sulla formazione è un Paese già morto, che non sarà mai in grado di alzarsi e togliersi la maschera.

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