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Samuele Petrocchi, maremmano residente a Firenze dove lavora, da molto pensa che aveva ragione Svevo ad affermare che “fuori dalla penna non c'è salvezza”, e da allora cerca di ripararsi scrivendo e di condividere con i lettori questo rifugio.
In questo romanzo d'investigazione la comunicazione è al centro dell'azione, come un costante brusio di fondo che può informare ma anche distorcere, che compone con frammenti di parole ed immagini un puzzle dove nell'ombra si muove un serial killer di bambini ed al centro della scena un giovane lettore di un’agenzia letteraria cerca di ordinare i fili della sua storia.
“Nel mare delle storie si pesca, no? Lo dici sempre tu: nel mare
delle storie ce n’è sempre una che poi vale, dalla carne succosa,
tenera, appetitosa, saporita.”
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