Lo sviluppo del fotogiornalismo

Sabato 22 Febbraio 2020 12:45 Canzedda/Grippi
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Il fotoreportage si sviluppa con linguaggio fotografico e narrazione durante le guerre del novecento, poi affrona altre tematice come la conoscenza dei viaggiatori e lo sport, la cronaca nera, bianca e rosa prendono il sopravvento in tutto il mondo.

Il discorso di Martin Luter King, la guerra in Vietnam, Il rapimento di Aldo Moro, la caduta del muro di Berlino:  questi eventi, e di molti altri hanno scandito la storia del '900, chiamato il secolo breve, e riportano immediatamente alla mente le stoeie, i volti dei protagonisti, le ambientazioni,i  peasaggi, contesti e sensazioni. 

Non solo merito delle parole spese, del racconto dei presenti, soprattutto con  strumento della macchina fotografica diventata indispensabile e che, ha reso ndelebili dei fotogrammi che hanno permesso alle foto di rimanere impresse nella mente di ogni persona, per mezzo della comunicazione di massa, emblema di un pezzo di storia la foto è diventa tangibile, vicino, reale. Se le parole raccontano la notizia, le immagini la rendono immortale.

In tre parole, la forza della narrazione dagli anni '20 in poi, grazie allo sviluppo di nuovi macchinari fotografici più agevoli e sofisticati, rese il fotogiornalismo protagonista ed ebbe il suo sviluppo anche attraverso i giornali. Fotografi che prima erano costretti ad immagini statiche e piatte, con l'evoluzione teconologica riescono a immortalare situazioni e personaggi nelle più svariate angolazioni, moltiplicando alternative e ed opzioni. Il risultato fu una informazione variegata, completa, che strizza l'occhio al suo pubblico.

Le fotografie, da vassalli del testo, diventano elemento in grado non solo di arricchire la notizia, ma di essere notizia a sè stante. 

I primi a capire la vera potenza del nuovo mezzo di comunicazione furono l'agenzia tedesca Dephot, diretta da Simon Guttman, e l'Associated Press, che iniziarono ad organizzare i primi reportages. Tim Gidal, Felix Man, Kurt Hutton, poi ancora Frich Salomon, Martin M unkasi, Otto Umbehr. Andrè Kertèsz...era nato il reporter divo..colto, cosmopolita, eccentrico. 

Fino dagli anni '30 il fotogiornalismo conobbe il suo sviluppo soprattutto in Germania, ma con l'ascesa del Nazismo furono soprattutto gli Stati Uniti ad essere terreno fertile per questa nuova arte. La nuova rivista Life accolse diversi esuli tedeschi, che in Germania avevano dovuto mettere freni alla propria personalità. Non sempre però la visione giornalistica redazionale e quella del fotografo coincidono. La direzione di Life, affidata a Henry Luce, si scontrò con tante delle sue punte di diamante, tra cui William Smith, uno dei grandissimi della fotografia.

Per evitare queste contraddizioni diversi fotografi decidono di fondare nel 1947 a Parigi l'agenzia Magnum, che annovera tra le proprie fila nomi quali Robert Capa, Henri Cartier - Bresson. David Seymour, george Rodger. Non abbastanza per riuscire a vincere la contraddizione tra l'esigenza di mostrare la realtà e l'andare incontro alle esigenze di pubblico e critica. 

Con l'avvento della televisione l'ascesa del fotogiornalismo subì una frenata e aumentarono contraddizioni e complicazioni, ma ebbe a compimento il processo di sinergia totale tra immagine e notizia indispensabile a rendere il racconto quanto di più vicino alla verità raccontata in quel momento. Ma questa è un'altra storia...

 

Fonte: Storia della fotografia / Lemagny - Rouillè

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 23 Febbraio 2020 00:39 )