Gerhard Richter

Lunedì 22 Febbraio 2010 09:28 Antenella Burberi
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GERHARD RICHTER  e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea

 Firenze Palazzo Strozzi -Centro di Cultura Contemporanea “Strozzina”

Dal 20 febbraio al 25 aprile 2010 

 Si è inaugurata venerdì 20 febbraio la mostra GERHARD RICHTER E LA DISSOLVENZA DELL’IMMAGINE NELL’ARTE CONTEMPORANEA al CCCS di Palazzo Strozzi a Firenze, ideata da Franziska Nori, project director CCCS e da Hubertus Gassner direttore della  Kunsthalle di Amburgo.

L’esposizione presenta 12 opere di Gerhard Richet, uno dei più importanti artisti della seconda metà del novecento, insieme ad altri sette artisti contemporanei: Lorenzo Banci, Marc Breslin, Antony Gormley, Roger Hiorns, Scotto Short, Wolfang Tillmans, Xie Naxing., legati a Richter dalla stesso motivo di sfiducia dell’immagine come rappresentazione della verità.

Per la prima volta viene presentato in Italia anche l’unico video realizzato da Gerhard Richter “Volker Bradke” del 1966.

Il tema della dissolvenza si pone in diretta continuità con la mostra  precedente “Realtà manipolate”, la relazione esistente tra realtà e la sua rappresentazione attraverso la fotografia e il video, tema che Richter ha ampiamente esplorato e che costituisce il concetto base delle sue opere.

Richter è sicuramente un pioniere nell’arte della dissolvenza, il punto di partenza di solito sono fotografie originali selezionate dalla pubblicità oppure da album di famiglia del ceto medio borghese e l’opera di rompere la chiarezza della realtà attraverso la “sfocatura”, crea un’immagine diversa, astratta per esempio focalizzando l’attenzione su dettagli minori.

La diffidenza di Richter verso una pittura che rappresenti posizioni definite o enunci messaggi chiari viene dal suo passato, dall’essere nato ai tempi della dittatura nazista e dall’aver poi vissuto nella Repubblica Democratica Tedesca .

Infatti se il nazismo bolla come degenerata l’arte d’avanguardia, anche il regime socialiste vede l’arte come mero strumento funzionale all’ideologia politica ed è in questo ambiente che l’opera di Richter si pone come figura solitaria e portatore di posizioni indipendenti.

Gli atri 7 artisti che dialogano con Richter, non hanno la consapevolezza di lavorare nella sua stessa direzione, ma costituiscono realtà autonome che hanno seguito percorsi  sviluppatisi in condizioni sociali totalmente diversi a quelle di Richter, ma hanno in comune l’indagine e la ricerca sulla possibilità di realizzazione della realtà e soprattutto sul tema concettuale della dissolvenza dell’immagine che si esprime attraverso diverse tecniche artistiche come la pittura, la scultura, la fotografia o l’installazione.

 

Antonella Burberi

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Febbraio 2010 09:30 )