Pubblicazione del 2008 Vol.1 (d)
(16) KATIA LABEQUE “Shape of my heart”
La pianista Katia Labèque è una delle più acclamate musiciste classiche dei nostri tempi: non è un caso se tra i suoi ammiratori a giro per il mondo ci sono vere e proprie icone musicali come Madonna, che la cita come la sua “pianista preferita al mondo” e Miles Davis, che le dedicò due canzoni nel suo album del 1985 “You’re Under Arrest” (“Katia Prelude” e “Katia”).
Oltre a possedere un virtuosismo d’altri tempi, Katia Labèque dimostra di essere un’artista sensibile e ricca d’immaginazione, dimostrando di non voler rimanere ancorata ai rigidi schemi della musica classica.
Ecco quindi che nasce questo “Shape Of My Heart”, un album ricco di collaborazioni e di contaminazioni musicali: si passa da artisti contemporanei del calibro di Sting (godibile la versione di “Shape Of My Heart”), David Chalmin (a cui si deve la splendida “Purple Diamond”) e addirittura Radiohead (da ascoltare il dinamico riadattamento di “Exit Music”) ad alcuni duetti “da brivido” con i talentuosi pianisti jazz Herbie Hancock, Chick Corea e Ponzalo Rubalcaba, senza mai dimenticare le proprie radici classiche (Satie e Chopin).
Un album coraggioso e decisamente riuscito, che potrebbe far avvicinare molti giovani alle sonorità, non certo radiofoniche, ma di sicuro impatto della musica classica.
Massimiliano Locandro
(17) THE NEW LOUD “Can’t stop not knowing”
“Can’t Stop Not Knowing” è il primo Ep per il trio electro/punk The New Loud. L’album contiene sei tracce di cui tre pezzi originali, un demo ed un intensa e nevrotica cover della celebre “2+2=5” dei Radiohead, già inclusa circa un anno fa in un benefit-tribute cd.
Il sound dei The New Loud risente di un massiccio uso di elementi elettronici come tastiere, loop, samples e drum machines che vengono qui sapientemente amalgamati dalle mani dell’esperto producer Mark Trombino (Blink 182, Jimmy Eat World, Rilo Kiley), in modo tale da ottenere un sound originale e ben definito, al cui interno convivono l’irruenza punk, algidi cibernetismi elettronici post-moderni ed un irrequieto e malcelato umore dark.
Adesso i The New Loud dovranno dimostrare di non essere la solita meteora impazzita costruita con cura in sala di registrazione: è infatti in programma per la prima metà del 2010 l’uscita del loro primo full-length album, che sarà accompagnato da un massiccio tour di presentazione, sempre sotto l’attenta direzione dell’onnipresente Mark Trombino.
Massimiliano Locandro
(18) PHARAOHS “We have tried nothing”
“We’ve tried nothing and we’re all out of ideas” è l’ironico titolo dell’Ep di debutto dei Pharaohs, giovane quartetto proveniente da Oxford ed assemblato nel giro di pochi mesi. I Pharaohs, pur movendosi in territori ultra-melodici, per certi versi “radiofonici”, hanno dalla loro una forte personalità ed una notevole tecnica individuale, grazie alla quale riescono a tessere intricate trame strumentali, sorrette da una solida sezione ritmica e da un’energia e freschezza di idee che solo i giovani talenti riescono esprimere a questi livelli. Nonostante la giovane età il sound dei Pharaohs non manca certo di personalità: pensate che in patria già in molti si stanno divertendo ad accostare il loro nome a quello di gruppi seminali come The Police e Bloc Party ed alcuni “addetti ai lavori” sono pronti a scommettere su una loro imminente “esplosione” commerciale.
“Math-rock”, “indie-pop” o “alternative-rock”? Fate voi, aldilà delle banali etichette stilistiche a me questi Pharaohs hanno convinto fin da subito: sembrano avere nelle loro corde le idee giuste, la freschezza e la tecnica necessaria per dare alla luce qualcosa di molto interessante, …e pensare che hanno appena iniziato! Da tenere d’occhio.
Massimiliano Locandro
(19) RED VELVET “Purple Diamond”
Avvolto in un packaging assai ispirato e futuristico, “Purple Diamond” è l’esordio discografico per i Red Velvet, duo franco-italiano nato alla fine del 2007 e formato da David Chalmin (chitarra, voce) e Fabio “Reeks” Recchia (batteria, sintonizzatore, campionatore).
I Red Velvet si muovono con versatilità attraverso più stili musicali: si passa dal moderno dark- indie rock al più
elaborato e diretto post-rock, dalla frenetica ed intricata musica elettronica contemporanea a momenti più rilassati ed intimisti, attraverso i quali i Red Velvet riescono a mettere a nudo la loro vera “anima”.
Un sorprendente mix di stili che si rivela però essere un’arma a doppio taglio: se da un lato Chalmin e Reeks dimostrano di saper sviluppare una propria dimensione sonora spaziando tra più generi musicali con notevole disinvoltura, dall’altro rischiano di trattare la materia musicale con una certa freddezza, privilegiando forse troppo l’aspetto tecnico rispetto a quello emozionale.
Massimiliano Locandro
(20) PRIMOCHEF DEL COSMO “Bouganville”
Sfrontati, elettrici, visionari e decadenti: si presentano così i Primochef del Cosmo, con un disco, “Bouganville”, che è un concentrato di parole, suoni ed emozioni. Autunnali come i disegni di Antonello Becciu che ne accompagnano i testi, le canzoni di “Bouganville” riescono a farsi largo grazie ad un azzeccato connubio stilistico: tensione, intensità e tanta sostanza (sono vari i riferimenti letterari “nascosti” tra le pieghe dei testi). Devoti all’approccio cantautoriale/emozionale di uno dei più rilevanti artisti italiani dei nostri tempi (il fin troppo sottovalutato Paolo Benvegnù, qui omaggiato con una particolare versione di “Suggestionabili”), e sostenuti dall’illustre collaborazione con Giorgio Canali, i Primochef del Cosmo dimostrano che musica e poesia, quando trovano lo spiraglio giusto per intravedersi, sanno ancora volersi bene
Massimiliano Locandro
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