La prima fatica letteraria del giovane Agostino Palmisano "Taranto-Firenze: monologo dell'ultimo dei pazzi" ( Lupo Editore) è un'opera coraggiosa, coinvolgente, attuale. E' il racconto di un viaggio, mai fatto, sempre sognato. E' la strada di Renato, protagonista del libro, che si dispiega tra feste e festini, tra sogni e bisogni, tra una birra ed una sigaretta alla ricerca della realtà. O della verità. Fa parte dell'esercito della disperazione, di quegli eterni bamboccioni precari, colpiti già dalla disgrazia dell'insicurezza moderna, e per di più affossatti da certi modi di fare e pensare.
Attraverso un linguaggio realista, a tratti tagliente, la storia penetra facilmente negli animi, come coltello nel burro, penetrando in profondità. Perchè racconta storie quotidiane. Attuali. Perchè parla dei sogni giovanili, di chi lascia l'alcova famigliare alla ricerca di un orizzonte.Di chi abbandona affetti per andare incontro all'ignoto. Di chi nella valigia mette speranze ma si ritrova immerso in uan realtà di falsi valori, animata da un nichilismo struggente, da una bieca ciecità di certi soggetti di fronte alla svolgere degli eventi. Quelli reali. Non artificiali. Allora la strada è il sogno. Il sogno è il rifugio. La partenza e l'arrivo.
Attuale.Da non perdere. Essenziale.
Simone Grasso
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