Musica: Bellitamburi

Venerdì 28 Agosto 2009 19:49
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 "Danza e ridanza" è l’esordio discografico per i Bellitamburi, ensemble capeggiata da Antonio Bruno e nata nel 1997 a seguito della lunga esperienza live a Potenza, a Firenze e nel napoletano, grazie alla collaborazione con importanti musicisti della scena italiana, da cui è scaturito uno stile musicale fortemente personale ed innovativo.
Il gruppo ha sicuramente tratto notevoli benefici dall’incontro con musicisti appartenenti a culture e stili musicali differenti tra loro, difatti i suoni che vengono proposti nelle undici canzoni che compongono questo lavoro non sono facilmente catalogabili come musica popolare propriamente “tradizionale”.
Certo, si parte da scansioni ritmiche tradizionali (tarantelle, pizziche tarantate e ballate) ma l’elemento caratteristico dei Bellitamburi sta nella capacità di sfruttare ed accentuare queste basi rendendole ossessive ed ipnotiche, arricchendole con sonorità varie e dalla timbrica particolare e lasciandole accompagnare da testi istintivi dotati di una grande spontaneità.
Per una volta infatti sono i testi che accompagnano la musica e si lasciano trascinare dalle note, anche se le parole non rimangono in secondo piano: ogni canzone riesce infatti a rievocare immagini che rimandano alla terra che brucia arsa dal sole, agli usi e costumi del Sud Italia e gli odori “speziati” di lontane culture arabe e saracene.
Il carattere innovativo di questo particolare modo di fare musica è accentuato dal fatto che i Bellitamburi usano strumenti autocostruiti (soprattutto nella sezione ritmica) da cui riescono a ricavare suoni particolari e caratteristici che ad un primo ascolto possono anche “spiazzare” l’ascoltatore, ma successivamente coinvolgono e donano quel pizzico di originalità ad ogni singola canzone.
Un esordio innovativo per questo gruppo di esperti musicisti, che dimostra di saper maneggiare con maestria le basi della musica popolare, modellando a proprio piacimento e con stile personale l’elemento musicale, dimostrando di saper cogliere appieno l’essenza della musica dei popoli.



Massimiliano Locandro

 

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