"Donna Ginevra” è la naturale prosecuzione del gratificante percorso iniziato con “Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre”, album col quale Ginevra Di Marco ha iniziato la sua appagante ricerca fra i canti popolari che ci giungono dai margini della Storia.
La barchetta “Donna Ginevra”, apparentemente fragile ma straordinariamente resistente, ci accompagna attraverso un viaggio che fa scalo attraverso alcune coste della nostra vecchia e amata Italia e non solo, regalandoci fugaci incursioni in luoghi a cui troppo spesso guardiamo con sospetto, come la Macedonia di “Usti Usti Baba”, e l’Albania di “Ali Pasha”.
E’ un viaggio a tutto tondo quello di “Donna Ginevra”, alla riscoperta di terre dimenticate (“In Maremma”,“La Maza”) per riassaporare intatta la loro cruda bellezza, alla riscoperta di canzoni seppellite nella memoria (“Terra Mia” di P. Daniele, “Io Si” di L. Tenco) ma di una bellezza sconcertante, alla riscoperta di quei canti popolari che così brillantemente riassumono le mille tradizioni e culture popolari (“La Malcontenta”, “M’Aggia Curà”,“Il crack delle banche”).
Canzoni che nonostante tutto suonano a festa e non perdono la loro voglia di emozionare e far riflettere: “Una serena obiezione all’esistente”.
Massimiliano Locandro
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