Musica: "Il Genio"

Giovedì 19 Febbraio 2009 14:39
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Chissà come se la stanno ridendo Gianluca De Rubertis e Alessandra Contini, in arte “Il Genio”, mentre leggono gli straordinari riscontri positivi che sta registrando il loro album di debutto, uscito circa un anno fa.
Nel frattempo la hit “Pop porno” è diventata una vera e propria icona del “trash” nazionale e l’elevato indice di gradimento per il loro sound caratteristico gli ha procurato in brevissimo tempo una vera e propria esplosione di popolarità.
In fondo i due non hanno mai nascosto il loro amore per un’ironia di chiaro stampo trash e la semplice formula che si cela dietro al loro divertito approccio musicale si può brevemente riassumere così: nulla si crea, tutto si reinventa.
Così si riscoprono le languide melanconie tanto care alla scena musicale francese degli anni sessanta, lustrate a dovere con colate di basi elettroniche e scintillanti effusioni vintage,il tutto rifinito da liriche che spaziano tra l’ironico, l’ammiccante ed il divertito.
Da qui a finire sui gradini alti delle classifiche italiane ce ne corre: eppure il singolo “Pop Porno” ci è riuscito, giocandosi tutto sul malizioso gioco di parole del ritornello e soprattutto sulla languida voce da gattina di Alessandra Contini che sussurra con ingenuità, incuneandosi con grazia tra i leggeri beats elettronici e stuzzicando pruriti mai del tutto assopiti.
Se a tutto ciò aggiungiamo l’esperienza e la tecnica di Gianluca De Rubertis, già tastierista negli Studio Davoli, si hanno le coordinate esatte per identificare il progetto “Il Genio”: canzoncine pop zuccherose come caramelle al miele, da cantare rigorosamente a cervello spento, con un certo gusto retrò ed espliciti riferimenti al sano e vecchio “trash” cinematografico anni sessanta.
Sulla stessa linea “porno-pop” del fortunato singolo estratto si muovono, e chissà se riusciranno a bissarne il successo, la languida ed ingenua “Non è possibile” e la riuscita cover di “Una giapponese a Roma”, talmente azzeccata da provocare impreviste incursioni nel passato.
Il resto dell’album alterna momenti in chiaro-scuro: si passa da canzoncine seducenti e piacevolmente ammiccanti a situazioni in cui tutta la fragilità del progetto si manifesta inesorabile, quasi si fosse avvertita la necessità di dare subito tutto in pasto al pubblico, affannandosi per riempire in fretta e furia gli spazi rimasti vuoti.
Nonostante tutto il disco si rivela curato e di piacevole intrattenimento, anche se la sua pecca principale è quello di essere leggero come una piuma: il rischio è che dopo i primi fatidici due/tre ascolti si vada ad esaurire il fresco e malizioso fascino sprigionato dall’ azzeccato singolo apripista e che tutto finisca troppo presto nel dimenticatoio.

Massimiliano Locandro

Track list:

1. Le bugie di François
2.
Non è possibile
3. Pop porno
4. Applique
5. Tutto è come sei tu
6. A questo punto
7. Gli eroi del Kung Fu
8. L'orrore
9. Fortuna è sera
10. Povera stella
11. La pathétique
12. Una giapponese a Roma

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Marzo 2009 12:25 )