Italian Light

Domenica 20 Luglio 2008 13:35 Lia De Venere
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Il 26 giugno alle ore 18 si inaugura a Bratislava nel Palazzo Mirbach, sede della Galleria civica, Italian lights, la sezione italiana della 13° edizione della Mostra Internazionale di Scultura di Bratislava, organizzata da Viktor Hulik, che riunisce le opere di 67 artisti di 22 nazioni diverse collocate  in musei, gallerie e luoghi aperti della capitale slovacca e si chiuderà il 31 agosto.

Nella sezione italiana curata da Lia De Venere, sono presenti installazioni e sculture di 4 artisti italiani, Carlo Bernardini (Viterbo), Filippo Centenari (Cremona), Carlo Steiner (Milano), Giuseppe Teofilo (Bari).

Tutti e  quattro gli artisti presentano opere in cui è presente la luce artificiale.

Così scrive di loro in catalogo la curatrice:

“Nelle  installazioni site specific di Carlo Bernardini i fili sottilissimi delle fibre ottiche fendono con determinazione il buio e si appigliano a pareti e soffitti, creando dei “luminosistemi”, strutture labirintiche praticabili, entità spaziali virtuali, in cui alla ridotta fisicità della fonte luminosa fa riscontro una geometria continuamente variabile, in cui il serrato zigzagare nello spazio di minimali scie di luce rapisce l’occhio e affascina la mente.

Decostruire l’architettura delle sequenze di immagini video per ritesserla in nuove strutture narrative che – sovvertendo pregiudizi concettuali e visivi – fomentano letture inedite: questo è l’intento di Filippo Centenari, che a Bratislava fa scorrere su panni stesi su corde, come ai balconi delle case del sud, le immagini della vita quotidiana del centro storico di Salerno, una città della Campania, rese irriconoscibili dallo sfalsamento dei piani di proiezione.

Forse la recente serie di stemmi-stufe rappresenta al meglio il senso della ricerca di Carlo Steiner, da lui sintetizzata in sole cinque parole: curiosità, stupore, disciplina, paradosso, leggerezza. Attraverso una laboriosa manipolazione del materiale condotta spesso sino alla negazione delle sue caratteristiche fisiche, l’artista confeziona lavori in cui la indubbia sapienza della mano viene contrappuntata dal tocco acuto del pensiero.

Infine Giuseppe Teofilo, che sul filo del paradosso, invita a riflettere sui problemi del mondo contemporaneo. A Bratislava dalla preoccupazione per l'emergenza energetica mondiale  si affianca il riferimento alla luce del sole che viene catturta dai frutti della terra, e  la lampadina nella bottiglia? Per quanto tempo resterà accesa? Chi sarà in grado di leggere il messaggio racchiuso nel vetro? Le risposte? Inultili ai fini dell'arte".

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 20 Luglio 2008 13:36 )