Ai margini di Ustica

Venerdì 18 Luglio 2008 14:13 Giulio Gori
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Enrico Brogneri, Ai margini di Ustica, Edito dall’autore, 1998

Enrico Brogneri, Ai margini di Ustica 2. In tutta omertà, Edito dall’autore, 2008


Storia di un testimone scomodo. Enrico Brogneri, avvocato di Catanzaro, la sera del 27 giugno del 1980, avvista un aereo militare che vola a bassa quota in evidente stato di avaria.
Sui giornali, nessuna notizia di quel caccia, né di un atterraggio di emergenza, né di uno schianto contro il terreno. Il 27 giugno 1980 a qualche centinaio di chilometri da Catanzaro si svolge la tragedia di Ustica. C’è una relazione tra i due eventi?
Il percorso di Brogneri, che finisce inevitabilmente per interessarsi alla vicenda, parte da un punto fermo, ovvero dalla certezza di quello che ha visto.
Anni di lenta e laboriosa ricostruzione, lo portano alla scoperta che la vicenda del Mig libico ufficialmente precipitato in Calabria qualche settimana dopo Ustica è soltanto una montatura per deviare l’attenzione e sviare le indagini dal vero aereo coinvolto, probabilmente un caccia francese.
Il merito di Ai margini di Ustica consiste nell’umiltà dell’autore di rinunciare a una trattazione puntuale e sistematica dell’inchiesta personale, per optare per una narrazione storica, che ripercorre ogni passaggio di una presa di coscienza, compresi errori, scarti e marce indietro. Ci si trova così di fronte a un libro rapsodico, che affronta alcuni passaggi in modo ripetitivo, ma che ha proprio per questo il merito di non nascondere nulla e di essere quindi fonte testimoniale assai affidabile e attendibile. Ne emerge quindi il desolante ritratto di un inchiesta viziata dall’intervento, dietro le quinte, di forze che vogliono sistematicamente ingannare, mentire, sviare. C’è una verità terribile da nascondere.
Enrico Brogneri ha il coraggio di prospettare uno scenario possibile. Non si tratta di una ricostruzione che poggi sulle stesse solidissime fondamenta della vicenda del “suo” aereo militare; ma è tutt’altro che fantascientifica. Di fatto, l’autore spiega che l’ipotesi che più di ogni altra spiega la questione Ustica sta nelle forniture all’Iraq di uranio da parte di servizi deviati italiani e francesi; Israele tenta di opporsi a questi commerci, ma il cargo che trasporta l’uranio usa l’aereo IH870 dell’Itavia come copertura radar. L’errore e la tragedia sono preventivate e quasi inevitabili. Non ci sono prove assolutamente certe e inequivocabili, ma ci sono comunque moltissimo materiale e tanti elementi di sostegno credibili. E la tesi “libica” sembra sempre più improbabile.
Brogneri ripercorre inoltre (soprattutto in Ai margini di Ustica 2) il difficile rapporto con i mass media, le perplessità di chi non vuole ascoltare, le difficoltà a trovare un editore disposto a pubblicare i suoi lavori, i timori, i doppi giochi, gli interessi nascosti. La scelta di pubblicare personalmente, e a proprie spese, le due opere è in parte obbligata, ma anche coraggiosa e ammirevole. Segno di chi non vuole arrendersi.

Giulio Gori


DEA mette a disposizione i due testi per la consultazione.
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