Due gialli della Griffi

Mercoledì 03 Gennaio 2007 18:54 amministratore
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Due storie avvincenti quelle di Marika Patroni Griffi, dove gli eventi tipici del giallo sono perfettamente concatenati.
Nei due racconti lunghi, legati tra di loro tanto che il secondo rappresenta il seguito del primo, viene dipinta l’atmosfera ombrosa e carica di sotterfugi di una cittadina del sud Italia agli inizi degli anni Cinquanta, in cui i ricordi e le sofferenze della seconda guerra mondiale sono ancora vivi.
Il Gioco delle Maschere, il più riuscito tra di due tanto per l’intreccio quanto per i personaggi, appartiene a quel filone letterario caro allo Sciascia di A Ciascuno il Suo. Le piccole trame di un paese di provincia, l’onore di una famiglia più importante di una vita umana, la modernità e l’emancipazione femminile che incrinano e disturbano una serie di tradizioni secolari, sono solo alcuni temi che la Griffi affronta e che condivide con Sciascia.
Sia in Il Gioco delle Maschere che in La Curva dei Gesuiti alla tematica dell’onore se ne affianca un’altra, quella attualissima del potere politico, della corruzione di personaggi illustri che, a furia di “genuflessioncelle”, si accaparrano ogni diritto.
Anche se l’argomento dei racconti non è certo originale, l’autrice possiede un merito considerevole, cioè quello di usare un linguaggio frutto di perifrasi dialettali e di italiano corrente, dove la parola è sempre scorrevole e mai gonfia di retorica.
Un unico neo: la caratterizzazione psicologica dei personaggi e della protagonista Giulia. La Griffi si serve di caratteri, di macchiette, di tipi, senza darne le dovute sfumature, come accade solitamente in un giallo, dove l’accento è posto sulle vicende, sulle scoperte e le intuizioni di nuovi particolari dell’inchiesta. Le morti al centro dei due racconti, seppure drammatiche, non sembrano toccare profondamente la protagonista Giulia, intenta alla ricerca della verità; per questo è ammirevole, ma sembra una macchietta, un investigatore freddo non coinvolto emotivamente (si ricorda a tal proposito che prima muore sua sorella, poi uno dei suoi migliori amici).
Infine una curiosità: leggendo i due racconti viene da porsi una domanda, ovvero se Marika Patroni Griffi abbia mai assistito o sia stata al corrente di tresche del genere, anche se all’inizio de La Curva dei Gesuiti viene esplicitamente detto che fatti e personaggi di “La Curva dei Gesuiti” sono frutto di pura fantasia.
Il dubbio, però, resta.

Fr. P. - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Gennaio 2007 19:18 )