A pagina 5-6 di “DEA aguardiente”, Roberto Budini Gattai (Presidente della Commissione Cultura del Qaurtiere 1) presenta il suo programma culturale in un’intervista di Silvana Grippi. Un lungo colloquio, tramite il quale il lettore può toccare con mano le attività di un Comune, attraverso lo sguardo ‘trasversale’ ma sempre attento della piccola rivista – che ormai, come dimostra questa stessa intervista, ha di molto espanso interessi e pubblico.
A pagina 7, Antonio Massi continua nella sua opera di informazione culturale e musicale: e se essa prima era sfociata una critica ad Mtv, adesso è un’occasione per confrontarsi con la storia e la politica italiana («Inno al 1o Maggio – Canzoni resistenti di Pietro Gori», p. 7). A fianco, Hasan Atya Al-Nassar presenta la sua poesia «Roghi»: uno dei momenti più alti della rivista, in cui la voce del poeta irakeno, sempre carica di un’espressività semplice ma spiazzante, mescola la rabbia per una terra devastata dalle guerre, alla dolcezza di un amore – e l’acqua delle lacrime si confonde, si amalgama, e ne sgorgano sospese immagini fluviali.
Ne riporto solo alcuni stralci, conscio di disperderne così gran parte della forza evocativa, ma non posso esimermi dall’“appropriarmi”, per un poco, di quella voce:
«Là, nei campi / dove galleggiano i nostri nomi, / nei giorni autunnali, / nella pattuglia triste… eravamo felici? […] Ti vedo, spada d’ossa / in un giardino dimenticato, / sogno che muore nei chicchi di riso, / da Baghdad fino all’isola occupata […] Lei è donna, e già l’alba porta lacrime, / e tu, tu sii tranquilla, / ché sorgenti d’acqua / zampillano nel bosco del tuo cuore.»
Colpisce, a pagina 8, lo spazio interamente offerto alla Mediateca Toscana, con il «Regolamento del prestito del materiale audiovisivo», segno di una collaborazione in corso tra il Centro D.E.A. e le istituzioni impegnate nell’ambito della cultura a Firenze.
L’arte è elemento dominante anche nei due articoli di Maria Grazia Giaume ed Emanuela Bavazzano. Il primo, per la sezione “Arte e psicologia”, analizza «Il colore nell’arte terapia» (pp. 11-12); il secondo, presentando anche i corsi svolti presso il Centro D.E.A., si dedica «Alla riscoperta dell’elemento estetico-poetico – con particolare riferimento all’attività di lettura-scrittura» (p. 12).
La forte vocazione di questo numero per le interviste, è poi confermata da Alberta Bigagli e Consuelo: la prima dialoga con Massimo Mori («Cultura e Arte alle Fiorentine “Giubbe Rosse”», p. 14), interessandosi in particolare agli eventi organizzati da questo storico ‘caffè letterario’; la seconda, invece, chiacchiera con Gianni Silvestri, artista contemporaneo, che firma anche un brevissimo articolo inserito a fianco («Fine Secolo… ci siamo», p. 15).
Per la sezione “Teatro”, Angelo Pizzuto racconta la «Prima al Teatro Argentina [di Roma]» dello Zio Vania di Cechov («prodotto dallo stabile di Parma per la prestigiosa regia di Peter Stein», p. 16). Un ulteriore segno della già citata apertura ed espansione del lavoro e degli interessi della rivista in quest’anno – che si avvale così anche della voce di un ‘inviato’ dalla capitale. In basso a destra, nella stessa pagina, è una foto(-montaggio) di Sandro Bini, vincitore dell’ultimo Premio Fanzine.
Carmelina Rotundo occupa poi l’intera pagina 20 con due articoli dal ‘profumo’ britannico. «Due artisti con un unico movente: Una scommessa per la vita» è dedicato a Margo Stallybrass e Martin Reid, che si conobbero nel momento della malattia, della triste permanenza in ospedale, e da lì diedero inizio a un comune percorso di ricerca pittorica – che è, soprattutto, un’esperienza di vita: «[…] ed è in questo calvario che [Margo] incontra il suo vicino di casa, anche lui colpito dal male, il quale dipinge da sempre: Sir Martin Reid. Sarà lui la guida che conduce Margo in una nuova dimensione, in un mondo di luci e colori, in cui i confini si dilatano a dismisura per dimenticare tristezza e solitudine». Il secondo articolo, «Questo amore», è invece un appassionato corsivo, dedicato ai suoni e ai colori, ai luoghi e alle persone di Londra.
Tutta la parte centrale della rivista (pp. 21-29) è occupata dallo “Speciale Dossier” di Prospero Papani, «Carenze Fonetiche degli Etruschi», una lunga e dettagliata escursione su una lingua in gran parte sconosciuta, ma la cui eredità è ancora viva nel parlato toscano. È questo il primo caso in cui la rivista “D.E.A.” concede tanto spazio a un unico autore: ne consegue in primo luogo una maggiore voluminosità del numero, che raggiunge le 44 pagine.
Un ampio spazio è poi dedicato anche alla sezione “Libri”, che include le recensioni a: La morte quotidiana di Isabella Horn (Ursini Editore), a cura del critico letterario Carmelo Mezzasalma (p. 30); Dialoghi a Sollicciano di Alberta Bigagli (già presentato nel numero precedente), con i due interventi di Franco Manescalchi e Lucia Bruni (pp. 31-32); Dall’altra parte – L’odissea quotidiana delle donne dei detenuti politici dell’ex-BR Prospero Gallinari e Linda Santilli, con
La sezione “Mostre e incontri” occupa le pagine 34-36, con un piccolo inserto a p. 32: la «Personale di Lella Forti Milanese», presentata da Gigliola Caridi, e la «Conferenza sull’immigrazione» (sul «rapporto tra gli immigrati e le istituzioni in Toscana, organizzata dal P.D.C.I.R.D.A.») organizzata e ospitata dal Centro D.E.A. Alle pagine 34 e 35, Alessandro Fornari dedica un lungo articolo a Hans J. Staude, «Pittore Italiano», con accanto la riproduzione di uno dei suoi quadri; Gigliola Caridi presenta poi l’opera del maestro Amedeo Lanci («Un viaggio nella musicalità del corpo», p. 35), pittore che accompagnerà ancora a lungo il percorso della Galleria D.E.A., con la sua arte sensuale e allusiva, in cui carne e strumenti musicali si amalgamano «fino a scatenare il desiderio del corpo e la musicalità propria dell’anima». La pagina seguente, infine, presenta il densissimo programma di mostre alla Galleria dell’Immagine: dal 3 al 17 maggio, la personale di Lorenzo Mattioli; dal 18 al 25 i «paesaggi sognati eppure reali, vividi, intensi» di Marcella Marti; dal 26 al 30 la mostra di pittura “Gli Ultimi Maja” di Luisella Grondona («Vincitrice 1o Premio Fanzine 1996»); e dal 31 maggio al 12 giugno «L’arte essenzialmente dialogica, prima che col mondo esterno, nella interiorità dell’artista» di Rossano Noferi.
Ricchissime sono anche le sezioni ‘creative’ di questo numero, che contano la collaborazione di ben 12 poeti («L’angolo del poeta», pp. 38-39), oltre a due racconti: «Il Bosco di Tredici» di Mauro Batisti (pp. 40-41) e «L’innamorato schizofrenico» di Nicolò Filippini.
Chiude il numero la consueta Rubrica di Franca Pilati, che dedica largo spazio al Museo Alinari, oltre che ai «Restauri alla Galleria degli Uffizi» (p. 42).
[continua]
Simone Rebora
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