Sia Maroni che Alfano hanno criticato con dure parole il Presidente dello Stato Giorgio Napolitano.
Cicchito e Matteoli sembrano frenare e anche il Governatore del Piemonte Cota, afferma che non si deve tirare per la giacca il Capo dello Stato da sempre garante della Costituzione e il cui equilibrio è sempre stato riconosciuto.
Il quotidiano La Repubblica spiega come sia tuonato l'art. 90.
Maurizio Bianconi in un'intervista al quotidiano Il Giornale, accusa Napolitano di violare la Carta se dovesse procedere per un governo di transizione.
La posta in gioco prevede mire più alte: le pressioni berlusconiane e di Berlusconi stesso, tentano di "convincere" il Presidente della Repubblica ad un "accordo preventivo" ossia quello di preferire le urne ad una possibile caduta di governo.
In caso di crisi - sostiene il Caopo dello Stato - sono state avanzate "indebite pressioni" e "gratuite insinuazioni" a proposito alle sue eventuali scelte in caso di défaillance della maggioranza.
Processi alle intenzioni e interpretazioni arbitrarie che Giorgio Napolitano si è sentito addosso in un turbinio di critiche e accuse inadeguate.
Anche Gasparri non risarmia il Colle chiedendo al suo rappresentante di tenersi lontano dalle manovre di Palazzo.
E che dire delle manovre di Palazzo?
Questa maggioranza le ha sempre usate con l'arroganza di chi non vuole aprire mai un confronto limitandosi a "decretare" tutte le sue funzioni. Ha usatoi sempre la fiducia in Parlamento per non essere ostacolata da altre opinioni. Nelle stesse propagande elettorali Berlusconi si è sempre presentato nelle sue televisioni senza contraddittorio ma utilizzando la sua immagine a unico e incontrastato relatore.
Anche parte della "sua" maggioranza, sembra non essere più in grado di assecondarlo in tutto.
Le "manovre di Palazzo" dovrebbero essere ridimensionate. E Giorgio Napolitano ne è il garante più legittimamente rappresentativo.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
