Il Governo che non avverte il senso dello Stato

Mercoledì 04 Agosto 2010 03:54 Riccardo Fratini
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In questi giorni abbiamo assistito all'ennesima fuga dei rappresentanti del Governo italiano dalle loro responsabilità anche solo formali. Nonchè doveri.

Il 2 agosto di trenta anni addietro, a Bologna si compiva una strage che non si è mai saputo dare una risposta convincente. Troppi anni sono trascorsi nell'illusione di una verità che è sempre rimasta celata dai "segreti di Stato" per i quali non si è voluto andare a fondo.

La risposta a questa mancata presenza deriva dalle troppe critiche ricevute in passato; come se il Governo dovesse essere presente soltanto laddove riscuote consensi. Per riscuotere consensi si deve soprattutto dimostrare di meritarli.

Dal 1980 ad oggi insieme agli anni sono passati svariati governi ma nessuno ha saputo dimostrare sensibilità,rispetto e presa di coscienza di un atto - come tantissimi altri - a voler smantellare le Istituzioni e la democrazia di un Paese sotto assedio del terrorismo il quale ha matrici ben più complesse ed intricate di quanto la non storia ci ha voluto lasciare in eredità.

Le strategie che rientrano in una tematica di "stragi di Stato" sono moltissime e tutte complesse.

Anni di vergognoso silenzio coperto da innumerevoli indagini "sbagliate" che di sbagliato hanno soltanto l'arroganza di un potere malato da troppe omertà e corresponsabilità fatte di criminosi interessi e troppi depistaggi.

Depistaggi voluti, o forse solo eseguiti, dai servizi segreti spesso ingrati tanto che più di una volta hanno dovuto essere ricostituiti.

Attualmente il presidente del Copasir - Comiato Parlamentare per la Sicurezza della Reppubblica, un organo del Parlamento italiano con funzioni di controllo dei servizi segreti - è un noto esponente del Pd ovvero Massimo D'alema.

Forse persona troppo tranquilla per presiedere al controllo dei servizi segreti?

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