Internazionale n°855 spiega la polemica iniziata nel novembre 2009 a seguito della divulgazione di e-mail rubate nel server della Climatic Research Unit dell'università britannica di East Anglia.
Il 5 e 7 luglio sono stati pubblicati due rapporti che allontanano ogni sospetto dei ricercatori del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc).
Un escamotage lanciato qualche settimana prima del vertice di Copenaghen dove si doveva decidere un nuovo piano per il surriscaldamento mondiale, terminato con un insuccesso. Dopo questo fallimento, i negoziati sul clima si sono bloccati ed anche la prospettiva di un rinnovato vertice a Cucùn in Messico a dicembre resta incerta.
La campagna diffamatoria peraltro amplificata dai mass media ha alimentato nell'opinione pubblica il dubbio, rafforzando l'atteggiamento dei Governi i quali non erano propensi ad agire in interventi climatici poichè la preoccupazione sulla crisi ecoinomica era prioritaria.
L'Fbi sta ancora indagando su minacce di morte ricevute da noti climatologi.
Più di 250 membri dell'Accademia delle scienze americana ha firmato un documnto pubblicato sulla rivista Scienze chiedendo si finisca con questa "caccia alle streghe".
Le Monde si chiede cosa succederà dopo che tutte le inchieste hanno dato esito negativo rivelando le accuse ai climatologi prive di ogni fondamento.
I mezzi di informazione - conclude Internazionale - dovrebbero dare a queste conclusioni lo stesso spazio dato alle accuse per aiutare l'opinione pubblica ad essere meno confusa sulle bugie sollevate da questa tempesta.
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