Scandalo a Palazzo di Vetro

Domenica 18 Luglio 2010 18:14 Riccardo Fratini
Stampa

La corruzione e il malaffare non è soltanto una piaga nazionale o europea ma vede coinvolto il mondo intero.

Paesi che vivono in povertà perchè altri possano mantenere la loro ricchezza; paesi che vivono in una guerriglia civile continua perchè altri possano prevaricare nel loro dominio.

Persone che nel tentativo di contrastare queste realtà con il loro impegno civile, la loro determinazione e la loro costanza ci rimettono la vita perchè uccisi. La memoria torna ai ricordi di Ilaria Alpi, o Anna Politkovskaja e tantissimi altri ancora.

Addirittura viene recata offesa e spregio anche dopo morti come è accaduto in questi giorni a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che si sono visti ancora una volta offesi dallo spregio arrecato alle loro statue in occasione dell'anniversario della loro morte.

Un malaffare e una corruzione che imperano nelle alte sfere dei poteri mondiali.

Il venerdì di questa settimana riporta il caso di un tentativo fallito, di riportare alla legalità l'ONU.

Robert Appleton dirigeva una squadra interna alle Nazioni Unite di venti investigatori con una solida esperienza in criminalità finanziaria. la loro mission era quella di annientare la corruzione annidata a Palazzo di Vetro e soprattutto nelle attività di mantenimento della pace nella quale viene maneggiato ogni anno miliardi di dollari.

Dal 2003 al 2008 la squadra ha portato avanti trecento inchieste ma nel dicembre 2008 tutto viene vanificato. le pressioni al team si sono subito fatte sentire.

La Task Force - racconta Appleton - nasce immediatamente dopo lo scandalo più devastante per le Nazioni Unite: l'Oil for Food ovvero il programma finalizzato per attutire gli effetti sulla popolazione civile dalle sanzioni contro il regime di Saddam, creando un meccanismo per consentire all'Iraq di vendere petrolio in cambio di cibo, medicine e beni di natura umanitaria non permettendo al Rais di usare gli scambi commerciali per acquistare clandestinamente armi e tecnologie militari.

Il progetto si trasforma ben presto in un sistema corruttivo di proporzioni planetarie. Il regime incassa miliardi di dollari in mazzette da imprenditori di tutto il mondo interessati a fare affari con l'Iraq. Duemila aziende di tutto il globo coinvolte nel giro di tangenti.

Lo scandalo emerge nel 2003 dove vede coinvolto il figlio dell'allora Segretario Generale: Kojo Annan.

Kofi Annan e le Nazioni Unite nominano una commissione con l'incarico di condurre un'inchiesta indipendente. A capo di questa commissione è l'ex presidente della Federal Riserve, Paul Volcker e come consigliere speciale è un giovane ex procuratore federale americano specializzato in complesse inchieste internazionali sul riciclaggio e traffico di armi: Robert Appleton.

LOnu crea un team di venti ispettori e uno staff di investigatori e funzionari provenienti da quindici Paesi alla guida del giovane ex procuratore.

In tre anni sono state colpite 47 aziende fornitrici e incriminati 17 funzionari ONU.

Adesso Robert Appleton lavora a Ginevra con altro incarico.

Share