L'auto-citazione, l'eterno ritorno su temi fissi (dei quali peraltro "l'uditorio" non dà segni d'interesse), la statica difesa di opinioni pesanti ed immutabili....sono tutti sintomi inequivocabili che denunciano come il soggetto in questione si consideri ormai "arrivato". Ed è con questa lucida autocritica che mi accingo a riprendere quello che senza nessuna falsa modestia definisco il mio "J'accuse".....Promettendomi di continuare anche in futuro a tormentare la colpevole coscienza del lettore.....Lettore che ha passivamente recitato il ruolo del complice, se non del carnefice nei fatti avvenuti qualche tempo fà a Perugia...."In primis "riassumerò per sommi capi i trascorsi....Dunque sintetizzerò le accuse che mossi già nel 2007 ( http://www.deapress.com/opinioni-e-commenti/amanda-knox ) ....All'epoca dimostrai che non sussisteva nessuna possibilità di svolgere un processo "decentemente imparziale" poichè: 1) nessun magistrato avrebbe potuto dimostrare di non avere pregiudizi tali da inficiare assolutamente il suo giudizio; e 2) le indagini erano state caratterizzate da un "modus operandi" improntato non alla spassionata ricerca, ma al preconcetto, all'inquisizione etc.... Ma soprattutto, e in questo sostanzialmente consiste il mio "J'accuse" : 3)si trattava di un processo (dirrei, se di simile espressione non si fosse abusato : eminentemente politico) in cui erano in gioco i meccanismi stessi dell'azione giudiziaria.....Malgrado questa mia pubblica analisi, non ci fù scrupolo ad andare avanti sulla strada ormai già battuta.....Successivamente documentai ( http://www.deapress.com/opinioni-e-commenti/ancora-sul-processo-di-perugia ) come l'atteggiamento dei funzionari di polizia fosse assolutamente incongruo con quello che i cittadini si devono aspettare da loro....Questo dimostrava inequivocabilmente le mie tesi sull'impossibilità di un procedimento giudiziario (ed estenderi, anche investigativo) sul tema ....Effettivamente trascurai un fattore: ossia il ruolo, ribadisco, colvevole, degli spettatori a quello che fù solo una gogna mediatica, indegna (date le premesse) del nome di processo della Repubblica....I magistrati si dimostrarono schiavi del pregiudizio, e pavidissimi di fronte alle possibili conseguenze della logica conclusione della sospenzione a tempo indeterminato di qualunque giudizio, azione, o indagine, sul caso in esame....A distanza di qualche anno i fatti restano immutati; ma abbiamo una sentenza in esecuzione: un ingiustificabile martirio ....
Fabrizio Cucchi, DEApress
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