Giornalisti e paranoia da hacker

Lunedì 12 Luglio 2010 13:14 Fabrizio Cucchi
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La nuova sindrome "paranoia da hacker" miete sempre nuove vittime eccelleti. L'Ansa" riporta di una sua "intesa" con il Ministero Interno-Dipartimento di Pubblica Sicurezza, sul tema. Per usare le sue stesse parole " la sua rete informatica e', infatti, giudicata indispensabile per contribuire alla gestione di crisi. ". Quale crisi? Contributo a vantaggio di chi? Ora, sebbene tutto ciò rimanga nel campo del "degno di riso", ammetto che è sintomatico di un problema più serio. Da parte istituzionale, nonostante che il purtroppo nostro presidente del consiglio (e cani da seguito) non si faccia scrupolo nel perseguitare gli organi di stampa ufficiali, nei palazzi del potere, esistono altre soluzioni. Non è stato forse Fini ha dichiarare "In una democrazia la libera informazione non è mai troppa"? Non credo assolutamente che costui sia un difensore della libertà d'espressione. Solo che la sua strategia d'imbavagliare le critiche è quella - del resto molto diffusa e espressa anche da altre voci del "solo i giornalisti possono, non il cittadino qualunque". Legittimo e sacrosanto da parte dei giornalisti difendere i propri diritti di fronte all'attacco dei "pasdaran" come il Cavaliere, ma.....La libertà di diffondere qualunque critica, qualunque pensiero deve essere  prerogativa di qualsiasi "comune mortale". E che i giornalisti non diventino uno strumento! Nemmeno di "gestione delle crisi"! Altrimenti diventerebbero veramente "una casta"....
Fabrizio Cucchi, DEApress
La nuova sindrome "paranoia da hacker" miete sempre nuove vittime eccelleti. L'Ansa" riporta di una sua "intesa" con il Ministero Interno-Dipartimento di Pubblica Sicurezza, sul tema. Per usare le sue stesse parole " la sua rete informatica e', infatti, giudicata indispensabile per contribuire alla gestione di crisi. ". Quale crisi? Contributo a vantaggio di chi? Ora, sebbene tutto ciò rimanga nel campo del "degno di riso", ammetto che è sintomatico di un problema più serio. Da parte istituzionale, nonostante che il purtroppo nostro presidente del consiglio (e cani da seguito) non si faccia scrupolo nel perseguitare gli organi di stampa ufficiali, nei palazzi del potere, esistono altre soluzioni. Non è stato forse Fini ha dichiarare "In una democrazia la libera informazione non è mai troppa"? Non credo assolutamente che costui sia un difensore della libertà d'espressione. Solo che la sua strategia d'imbavagliare le critiche è quella - del resto molto diffusa e espressa anche da altre voci- del "solo i giornalisti possono, non il cittadino qualunque". Così si zittisce il 90% delle critiche, e si mantiene una parvenza di libertà. E i giornalisti "possono" perchè, una volta staccati dalle masse senza diritti,  diventino uno strumento....Utile per gestire le varie problematiche e magari anche "le crisi"....Legittimo e sacrosanto da parte dei giornalisti difendere i propri diritti di fronte all'attacco dei "pasdaran" come il Cavaliere, ma.....La libertà di diffondere qualunque critica, qualunque pensiero deve essere  prerogativa di qualsiasi "comune mortale". E che i giornalisti non diventino uno strumento! Nemmeno di "gestione delle crisi"! Altrimenti diventerebbero veramente "una casta"....

Fabrizio Cucchi, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Luglio 2010 14:02 )