Sono ormai diversi mesi che si sente parlare del Ddl sulle intercettazioni e sulla legge bavaglio. E da diversi mesi che continuano le proteste per le disposizioni che recano danno sia alla giustizia sia alla libera stampa; nonostante le critiche siano arrivate da tutta Europa e dall'America, la maggioranza continua a non tenerne conto pur ritrovandosi spaccata nella stessa alleanza.
Si è creato un profondo conflitto tra Fini e Berlusconi innescando una divergenza che difficilmente potrà risanarsi a causa di questa insistenza a non rivedere e modificare radicalmente la legge; è stato, invece, dichiarato dal Premier l'intenzione di avvelersi - per l'ennesima volta - della fiducia. Un mezzo per evitare di essere contrastato da opinioni contrarie.
Si è appena concluso lo sciopero contro la legge bavaglio. Un giorno senza informazione per protestare contro il rischio di non avere informazione.
Questo governo ha inserito nel Ddl sulle intercettazioni disposizioni che vogliono mettere in grave difficoltà l'informazione libera e per protesta si indice un giorno privo di notizie.
Per essere una vera protesta avrebbe dovuto avere risonanza e invece di stare un giorno senza notizie si sarebbe dovuto moltiplicarlle e ampliarle per dare maggiore efficacia.
Probabilmente questa scelta ha fatto piacere alla stessa maggioranza fedele a Berlusconi che si sono visti anticipati per un giorno ciò che sperano permanente se la legge riuscisse a passare.
Auguriamoci di no!
"In una democrazia la libera informazione non è mai troppa". Sono state le parole di Gianfranco Fini.
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