Aldo Brancher si è dimesso.
Dopo il monito del Capo dello Stato il neo ministro si è visto costretto a rinunciare al legittimo impedimento del quale si era avvalso subito dopo la nomina voluta dal Presidente del Consiglio.
La fermazza di Giorgio Napolitano nel constatare che non vi era nessuna valida ragione per non presentarsi davanti ai giudici, ha impedito al capo di un dicastero, ancora da comprnderne la funzione, di continuare il suo mandato.
Un altro importante passo falso della maggioranza di questo Governo il quale sembra sempre più dare segnale di cedimento.
La confusione che attualmente regna nella compagine politica in un momento di destabilizzazione sociale quale ci troviamo, rende certamene lotana una auspicata stabilità istituzionale, ma le continue e ormai inevitabili incoerenze vengono sempre più alla luce e sarà difficile poterle contenere per una rinnovata comprensione. All'interno della stessa maggioranza si delineano ormai chiari i contrasti; le divergenze sono sempre più accrediate da evidenti ed insostenibili prese di posizione che niente hanno a che fare con il bene del Paese.
Le cronache di questi giorni danno notizia che in Francia - governo di destra - due vice ministri siano stati costretti a dimettersi per spese folli e ingiustificate.
Che sia stato per diligenza del Governo o per le insitenze della opposizione, sono stati comunque costretti a retrocedere. Qui da noi manca tutto: sia la disciplina parlamentare sia l'antagonismo dell'opposizione.
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