Cinesi in sciopero

Giovedì 24 Giugno 2010 19:04 Riccardo Fratini
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In un momento dove la crisi internazionale sembra non arrestarsi e in gran parte del mondo occidentale si risente di uno sviluppo ormai fermo, la Cina sta iniziando a considerare i suoi ritmi di lavoro insostenibili e scopre il diritto allo sciopero protestando per i suoi bassi salari e le mancate garanzie a sostegno previdenziale.

Le organizzazioni sindacali in Cina - racconta il settimanale Internazionale - sono relativamente potenti sia sul versante economico che in quello politico ma spesso curano gli interessi delle imprese e i lavoratori si ritrovano senza sostegno anche perchè tali organizzazioni non sono nate su iniziativa degli operai e i loro dirigenti non sono eletti dagli iscritti.

I lavoratori cinesi hanno compreso l'importanza di riunirsi in massa per poter ottenere qualcosa e infatti dopo le proteste chiedendo aumenti salariali e un nuovo contratto di lavoro, hanno ottenuto un aumento del 35%.

Stiamo assistendo ad una inversione di tendenza: mentre nella parte occidentale dove il benessere si è reso ormai condizione irrinunciabile, si stanno sgretolando tutte le conquiste di garanzie per i lavoratori con il pericolo ormai imminente di ritrovarsi nel pieno di un regime capitalistico dove tali diritti sono considerati uno spreco economico e improduttivo.

La sinistra di tutta Europa ha perso credibilità e le tutele per i ceti medio-bassi sono sempre più a rischio.

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