Un delitto contro la Costituzione. Così Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, definisce in un comunicato stampa l'accordo di Pomigliano. Difficile dargli torto.
"Indipendentemente dal risultato del referendum, che è una pistola puntata contro la tempia dei lavoratori, a Pomigliano si sta consumando un vero e proprio delitto contro la Costituzione, i diritti di cittadinanza, senza alcun rispetto per gli uomini e le donne che lavorano". Poi continua: "La Fiat ha molti pesi sulla coscienza. Dai reparti-confino inventati da Valletta per punire i lavoratori più battaglieri, alla farsa della marcia dei 40mila quadri, gestita e finanziata dalla Fiat stessa, al godimento e sperpero dei finanziamenti pubblici di cui si è avvalsa come nessun altro imprenditore in Italia. Ma la vicenda di Pomigliano supera ogni limite e non sarà dimenticata. I padroni della Fiat rivendicano i loro profitti in nome di un progresso che è fatto solo dei quattrini che si mettono in tasca, [....] mentre un governo corrotto e corruttore sta a guardare questo sfacelo con inerzia e compiacimento". A queste condivisibili parole debbo forse aggiungere che quel 70% di si al referendum sono indice di un vero e proprio degrado morale: pur di salvare il proprio posto molti sono disposti a vendere diritti che valgono più della vita stessa. Ricordo le parole del Macchiavelli che sosteneva che gli uomini sono più pronti a dimenticare la perdita del loro padre che quella dei loro soldi....Purtroppo l'italiano medio non sembra essere molto progredito dai tempi del vecchio Niccolò.
Fabrizio Cucchi, DEApress
Un delitto contro la Costituzione. Così Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, definisce in un comunicato stampa l'accordo di Pomigliano. Difficile dargli torto. "Indipendentemente dal risultato del referendum, che è una pistola puntata contro la tempia dei lavoratori, a Pomigliano si sta consumando un vero e proprio delitto contro la Costituzione, i diritti di cittadinanza, senza alcun rispetto per gli uomini e le donne che lavorano". Poi continua: "La Fiat ha molti pesi sulla coscienza. Dai reparti-confino inventati da Valletta per punire i lavoratori più battaglieri, alla farsa della marcia dei 40mila quadri, gestita e finanziata dalla Fiat stessa, al godimento e sperpero dei finanziamenti pubblici di cui si è avvalsa come nessun altro imprenditore in Italia. Ma la vicenda di Pomigliano supera ogni limite e non sarà dimenticata. I padroni della Fiat rivendicano i loro profitti in nome di un progresso che è fatto solo dei quattrini che si mettono in tasca, [....] mentre un governo corrotto e corruttore sta a guardare questo sfacelo con inerzia e compiacimento". A queste condivisibili parole debbo forse aggiungere che quel 70% di si al referendum sono indice di un vero e proprio degrado morale: pur di salvare il proprio posto molti sono disposti a vendere diritti che valgono più della vita stessa...Ricordo le parole del Macchiavelli che sosteneva che gli uomini sono più pronti a dimenticare la perdita del loro padre che quella dei loro soldi....Purtroppo l'italiano medio non sembra essere molto progredito dai tempi del vecchio Niccolò.Fabrizio Cucchi, DEApress
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