Il settimanale L'Espresso nel suo speciale dedicato al mondo universitario spiega, tra le altre cose, come frequentare una Università straniera sia consideato elemento di vantaggio nel trovare lavoro in Italia.
41000 è attualmente il numero di giovani che si avvalgono di questa esperienza ma si prevede che entro il 2020 siano il 20% di tutti gli studenti universitari italiani ad affrontare questo nuovo stimolo.
Una formazione di studio all'estero è considerata una carta vincente nei curriculum di presentazione nel mondo del lavoro in Italia.
Nicola Gavazzi - Amministratore delegato della Eghon Zander International una delle prime cinque aziende al mondo nell'excutive reaserch - dichiara: "L'esperienza all'estero di qualunque tipo si tratti, ha un grandissimo valore: permette di acquisire adattabilità e flessibilità nonchè una utile capacità di realizzazione con persone e contesti diversi. E i datori di lavoro apprezzano queste caratteristiche. Per i giovani italiani poi rappresenta l'opportunità di imparare a cavarsela anche in contesti molto più aperti di quelli della famiglia, fin troppo protettiva.
Anche Ilaria Lerro - responsabile delle risorse umane su Roma della società di consulenza manageriale Ktmg Advisory - afferma: "Quella dell'estero è una esperienza che noi ricerchiamo nel corriculum di un candidato . Spesso a fronte di due profili molto simili è questo particolare a fare la differenza."
Studiare all'estero apre porte a nuove possibilità di restarvi anche a lavorare considerando che i guadagni sono più alti all'estero piuttosto che in Italia.
Considerando le difficoltà che nel nostro Paese si incontrano cercando lavoro anche per i laureatii, la preferenza che le Aziende richiedono di candidati che hanno studiato all'estero, forse nuoce al mondo del lavoro italiano il quale si ostina a mantenere più bassi gli stipendi rispetto ad altri Paesi europei.
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