Libert

Lunedì 11 Maggio 2009 15:23 Matteo Ghetta
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Il fenomeno di facebook è cresciuto a dismisura negli ultimi mesi anche in Europea e nel resto del mondo. Facebook è stato fondato da Mark Zuckerberg nel 2004; oggi il signor Zuckerberg è il più giovane multi-miliardario del mondo, ha solo 25 anni. Si stima che facebook abbia un valore di circa 15 miliardi di dollari.

Ma la questione non è questa, se una persona ha una trovata geniale è giusto che venga ricompensato, quindi niente invidia, anzi solo lodi e complimenti. Il problema è che il social network possiede una banca dati di oltre 200 milioni di persone: nomi, date di nascita, gusti musicali, letterali e cinematografici. Uno studio di un’università inglese ha affermato che è sufficiente avere i dati di un iscritto con otto amici per arrivare a scoprire i dati di altre 250.000 persone. Essendo facebook una comunità gratuita (basta avere 13 anni per potersi iscrivere) com’è possibile che abbia un valore monetario cosi enorme? Come guadagna i soldi per pagare più di 700 dipendenti e una bolletta elettrica da più di un milione di dollari al mese? Facebook permette alle  imprese che venga fatta una pubblicità mirata ai vari gusti delle varie persone. Pensare che un singolo spot di 30 secondi alla tv costa cifre esorbitanti e non riesce comunque ad essere cosi ben indirizzata al pubblico; durante i cartoni animati vengono mandati in onda spot di giocattoli e durante le partite di calcio spot riguardanti prodotti per lo sport. Però oltre a questo non è possibile fare altro. Con facebook invece si; una persona interessata ai viaggi vedrà apparire sul proprio schermo offerte scontate di voli last-minute, mentre nello stesso istante un’altra persona attratta dal cinema vedrà la pubblicità del film in uscita del suo attore preferito (guarda caso). Sono convinto che uno strumento come facebook possa essere realmente utile per ritrovare vecchi amici persi, rimanere in contatto e condividere foto e idee. Sono però anche convinto che tantissime agenzie investigative hanno interessi enormi per un archivio come quello di facebook; non dimentichiamoci che una volta inseriti i nostri dati, diamo ad altre persone la possibilità di sapere tutto quello che vogliamo condividere, e questi dati oltre a venire continuamente aggiornati, non vengono più cancellati. Sembra di essere i protagonisti di 1984 di Orwell, un Grande Fratello che spia tutti e sa i nostri punti deboli una volta arrivati nella Stanza 101. Non sto lanciando un boicottaggio, sto cercando di capire perché tanta gente mette in rete la sua intimità più profonda quando fino a ieri era in piazza per promuovere leggi sulla privacy. Tanta gente che ha migliaia di amici “virtuali”, ma durante la giornata non ha parlato con anima viva. Sembra che conoscere qualcuno per strada o in un locale affollato sia una cosa all’antica, sembra che se un evento non è pubblicizzato su facebook allora non esiste. È (era?) bello salire su un treno, entrare in uno scompartimento con altre 5 persone e scambiare due parole; oggi in uno scompartimento c’è un silenzio assoluto e le persone sono attaccate al computer. Non credo sia la stessa cosa.

Però chissà, forse mi sbaglio e il problema sono io che non mi voglio adattare al Nuovo Mondo.

 

Matteo Ghetta

 

 

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