In memoria di Spartaco Lavagnini

Mercoledì 28 Maggio 2008 11:39 Giulio Gori
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Quindici giorni non si parlava d'altro che del ragazzo morto a Verona per una banale sigaretta, ucciso da giovanissimi di estrema destra. Un caso isolato, dicevano.
A Roma in meno di una settimana abbiamo avuto ronde contro i Rom, un assalto al negozio di un immigrato, il pestaggio di un giornalista gay e il tentato omicidio di alcuni studenti de "La Sapienza". Tutte azioni ascrivibili a un'estrema destra che ha di nuovo tirato fuori la testa. Il sindaco Alemanno, noto per essere stato a lungo nostalgico della Repubblica Sociale di Salò, minimizza e parla di violenza generica e non politica.
Sembra di rivivere drammaticamente gli anni tra il '19 e il '22, quando i fascisti picchiavano e uccidevano, i politici minimizzavano e la stampa e le forze dell'ordine parlavano di opposti estremismi, di violenze generiche, di dinamiche non chiare, di responsabilità reciproche.
Anche ieri, un gruppo di studenti che attaccava manifesti (o che strappava quelli altrui, poco cambia) è stato aggredito con spranghe e un coltello. Responsabilità reciproche? Strano, pare sia venuto meno il diritto di legittima difesa quando di mezzo c'è l'estrema destra.
Il 27 febbraio 1921 il sindacalista Spartaco Lavagnini venne ucciso nella sede del sindacato ferrovieri (nonché sede della redazione di L'Azione Comunista) di via Taddea 2, a Firenze, con quattro colpi d'arma da fuoco sparati dai fascisti. Le forze di polizia analizzarono la vicenda come conseguenza diretta delle violenze della sinistra.
Oggi, non compiamo lo stesso errore, non minimizziamo fatti gravissimi, non uccidiamo, di nuovo, Spartaco Lavagnini.

Giulio Gori

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Rissa o aggressione?

La foto, in bassa qualità perché scattata con un cellulare, ritrae gli scontri di ieri a Roma e mostra un gruppo di persone armate che ne assale un altro disarmato.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Maggio 2008 12:09 )