Oggi l’Italia intera (almeno si spera) commemorerà la liberazione dall’occupazione delle truppe tedesche appoggiate dai sostenitori della repubblica sociale italiana, avvenuta nel 1945, al termine di una dura lotta di resistenza . Vicende che saranno la base – in un’Italia reduce da vent’anni di ferrea dittatura fascista – della nascita della repubblica.
La Resistenza italiana è stata sì guerra di liberazione nazionale, ma fu anche una lotta, tra connazionali, per conquistare una forma di stato e di governo migliore: la repubblica parlamentare democratica. Ciò non significa che questo modello di governo non sia rivedibile, anzi credo che quello che la storia della Resistenza dovrebbe insegnare è che è sempre possibile tendere verso qualcosa di migliore e che è lecito lottare per pervenirvi .
Oggi i più considerano l’attuale sistema di organizzazione e di spartizione delle risorse, basato sulla disuguaglianza e sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di tutti gli uomini sulla natura, insuperabile, una condizione “naturale” che è sempre stata e sempre sarà. Mi auguro che lo spirito del 25 aprile e il ricordo degli eroici atti di resistenza contro l’oppressore, possa smentire una simile concezione e che il 25 aprile possa rappresentare una tappa nel lungo cammino verso la libertà, poiché ne siamo ancora molto lontani. Coloro che hanno trovato la morte nel difendere non solo il proprio paese ma anche un ideale di libertà, hanno indicato il mezzo e la via, sta a noi non fingere di trovarci già al traguardo, ma seguire quel cammino.
La Resistenza italiana è stata sì guerra di liberazione nazionale, ma fu anche una lotta, tra connazionali, per conquistare una forma di stato e di governo migliore: la repubblica parlamentare democratica. Ciò non significa che questo modello di governo non sia rivedibile, anzi credo che quello che la storia della Resistenza dovrebbe insegnare è che è sempre possibile tendere verso qualcosa di migliore e che è lecito lottare per pervenirvi .
Oggi i più considerano l’attuale sistema di organizzazione e di spartizione delle risorse, basato sulla disuguaglianza e sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di tutti gli uomini sulla natura, insuperabile, una condizione “naturale” che è sempre stata e sempre sarà. Mi auguro che lo spirito del 25 aprile e il ricordo degli eroici atti di resistenza contro l’oppressore, possa smentire una simile concezione e che il 25 aprile possa rappresentare una tappa nel lungo cammino verso la libertà, poiché ne siamo ancora molto lontani. Coloro che hanno trovato la morte nel difendere non solo il proprio paese ma anche un ideale di libertà, hanno indicato il mezzo e la via, sta a noi non fingere di trovarci già al traguardo, ma seguire quel cammino.
Matteo Staglianò - DEApress
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