L'analisi del voto

Martedì 15 Aprile 2008 15:28 Silvana Grippi
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E' inutile fare l'analisi del voto quando il voto è stato pilotato con una pubblicità ingannevole e silenziosa: Tutti parlano di analisi del voto. Tutti cercano i motivi di un voto diverso. Tutti dicono di non aver votato "il popolo della Libertà" ma tutti sanno che qualcuno ha votato per le due forze offerte dal mercato e che questa è una svolta epocale. Cosa è successo? Perché? Chi ha preparato questa messinscena della politica estera in pericolo? Dov'è il "contratto politico" tra gli italiani che votano e quelli che vogliono essere votati?
L'analisi del voto non è importante va fatta l'analisi economica e politica della situazione internazionale. Un sistema di speranze virtuali si sono fronteggiati con una crisi economica vera o presunta che lascia spazio solo alla paura. Un retropensiero? E' stato votato un sistema politico contro il popolo ma soprattutto un metodo popolusta di estensione del diritto personalistico (la mia pensione, la tassa del mio motorino, il mio ICI, Il mio orto...) e... forse così - hanno pensato alcuni - possiamo frenare la politica europeista, possiamo stipulare accordi amichevoli con l'America, la Russia e la Francia (sciovinista). Forti venti dall'America hanno aiutato i "cugini" a non cambiare strada ma a rafforzare la vigilanza.
Nessuno ha da salvare la faccia e gli imprenditori potranno reinvestire e così la borsa mondiale potrà sperare che il dollaro si tiri su e l'euro si fermi un pò. Ma due partiti forti hanno ammazzato la voce dei piccoli così il federalismo urlerà di più e tutti potranno dire "sono padrone nel mio terreno senza stranieri (solo alcuni con regole ferree e schiavi non ribelli) tra i piedi". 

La spazzatura montata e l'Alitalia svenduta sono serviti alla politica per lanciare messaggi sublimali su un disordine e una perdita di valori che tornavano utilili solo agli interessi forti di coloro che hanno chiamato a raccolta mafia, drangheta e camorra per il voto, per un "falso cambiamento" che è risultato un "vero mantenimemto del sistema".
Un pensiero cattivo mi sovviene: dove andranno tutti i precari e i disoccupati della politica precedente? Se sono politicanti continueranno a fare politica e magari si faranno votare al Parlamento Euorpeo.
Una domanda: le piazze si ripopoleranno ora che non hanno più interlocutori in Parlamento? 
Auguri Italia diversa....io non mi sento più "Tua cittadina" ma cittadina del mondo "per un mondo giusto, libero e pulito veramente".

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Aprile 2008 22:25 )