Nell'agosto del 2011 ho attraversato la Turchia e ho costeggiato i confini con l'Iran e l'Irak quindi mi posso permettere di osservare quanto segue: le forze militari turche stazionano i confini e rendono difficile la vita alla popolazione curda che vive solo di agricoltura e pastorizia. Ho visto con i miei occhi i rastrellamenti e gli spari con gli elicotteri verso i vallichi di montagna. Molti giovani la sera si ritrovavano nelle strade dei paesi per passeggiare ma la tensione era tenuta alta dai militari che sbucavano all'improvviso. Luoghi bellissimi dove la montagna detta una legge millenaria e dove la povertà è vissuta dignitosamente.
L'altro giorno hanno sparato a dei giovani contrabbandieri e li hanno uccisi, durante i funerali il governo ha cercato di inviare i suoi politici per calmare le famiglie distrutte dal dolore, ed ora comunica che risarcirà le famiglie dei 35 giovani contrabbandieri curdi scambiati per ribelli ed uccisi (mercoledi' scorso) nel corso di un raid aereo nei pressi della frontiera irachena. Il vice premier turco, Bulent Arinc ha detto: ''I risarcimenti saranno versati entro dieci giorni'' precisando però che il governo non presenterà ''ufficialmente'' le proprie scuse, ma non saranno i soldi a fermare il dolore per queste morti.