Ancora una volta la classe politica vuole mantenere le distanze dalla popolazione sempre più provata da questa crisi e si distingue nel dare un pessimo esempio di solidarietà e di buon esempio alla Nazione.
La politica non ha accettato la riduzione dei propri stipendi, proposta in un primo momento dall'attuale governo in carica, con la scusa che questo tipo di adeguamento deve essere fatto dal parlamento e non dal Governo e adducendo che devono, prima, valutare gli adeguamenti ai parametri europei. Come se non fosse,ormai, notorio che la politica italiana ha i costi più alti che in altri Paesi.
La poltica dovrebbe esporsi in prima istanza nell'essere solidale con la Nazione e contribuire ai sacrifici di molte persone che hanno gravi difficoltà nel mantenere il proprio tenore di vita ridotto, ormai da molti anni, dai costi semre più elevati e da una crescita ferma da anni.
Il potere di acquisto si è ridotto, gli stipendi sono rimasti fermi e i prezzi dei beni di consumo aumentano vertiginosamente.
La condizione del lavoro continua ad essere precaria per molti giovani e i licenziamenti vedono lavoratori cinquantenni che sempre meno avranno possibilità di ritrovare un occupazione.
Con questa realtà sociale il commento di Lamberto Dini - ex dirigente politico - lascia un sapore amaro: "Aver tagliato i vitalizi è da istigazione al suicidio".
Cosa dovrebbero dire i pensionati con 500 euro al mese? I giovani senza lavoro che non hanno un futuro? I licenziati con famiglia e mutui a carico?
Il signor Dini dovrebbe provare a vivere con mille euro al mese almeno per sei mesi consecutivi e poi, forse, gli verebbe davvero l'istigazione al suicidio.
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