Mentre la grande manovra italiana promette tagli e sacrifici soprattutto alla gente comune, i pensionati con 500 euro si ritrovano senza contante e il costo della benzina in aumento basterebbe già di per sé ad aumentare automaticamente tutto il resto, anche nei trasporti ferroviari restano penazizzati i più bisognosi.
Mentre l'alta velocità rimane un fiore all'occhiello, le tratte regionali restano un perenne disagio sia nelle percorrenze che nei servizi.
“La Repubblica” di oggi riporta nel dettaglio i gravi disagi dei “viaggi dei poveri”: finestrini bloccati, porte e poltrone rotte, bagni rotti, sbarrati o sporchi, sedili impraticabili; treni che impiegano 40 minuti per tragitti di pochi chilometri, affollamento dei binari, ritardi anche di un’ora e mezza, poche coincidenze. I costi del biglietto sono aumentati del 20% come del 20% sono ridotti i posti.
I “viaggi dei ricchi” invece sono esuberati dai confort: sedili sempre perfetti, bagni ineccepibili, vagone ristorazione, giornali a bordi, linea wi-fi. Sempre puntuali ed efficienti.
Lo Stato è completamente assente dai bisogni necessari della collettività.
Siamo al paradosso di tagliare ai poveri per favorire i ricchi.
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