Riflessioni su azioni, reazioni e induzioni
Ieri intorno alle 16.30 l'Ansa ha dato notizia degli scontri in Iran con foto "in diretta" dove si possono vedere i volti degli assalitori dell'ambasciata inglese, circa cento giovani studenti basij, simpatizzanti filogovernativi.
Ebbene cosa sta succedendo mi sono chiesta, dato che a Teheran i giovani con cui ho parlato erano tutti filoccidentali?
Dunque, un gruppo di manifestanti arriva ai cancelli dell'ambasciata inglese - dato che la Gran Bretagna ha sanzionato l'Iran per le centrali nucleari - sequestrano e poi rilasciano il personale, danno fuoco ad un ufficio e mettono tutto in disordine, come hanno fatto? No! Non è un buon motivo per la gente comune, mentre lo può essere per un partito organizzato. Oggi l'Iran condanna questo atto e ci informa che la polizia ha tentato di opporre resistenza anche con i lacrimogeni, c'è perfino un ragazzo in fin di vita. Ancora una volta mi sembra tutto troppo organizzato, forse pilotato. Per un governo che tiene ogni cosa sottocontrollo, ad esempio i vestiti e i raggruppamenti di persone che vengono tenuti sottocchio, come hanno fatto ad arrivare all'ambasciata con fasce in testa, bandiere e manifesti?
Essendo stata in Iran ad agosto in Iran posso permettermi di riflettere sulla situazione e sinceramente non riesco a trovare una risposta plausibile. Chi è interessato a queste contestazioni volute per far scattare metodologie di risposte di massa, affinché possano scaturire conflittualità tra l'Iran e il resto del mondo?
(interrogativi di una osservatrice)
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