Gay Pride - Finisce a calci e pugni

Lunedì 28 Maggio 2007 13:21
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Il Gay Pride di Mosca, anzichè in una sfilata pacifica per l'affermazione dei diritti minimi e fondamentali di chi oggi viene giudicato "diverso", si è trasformato in un violento scontro innescato dalla Chiesa russo-ortodossa, dagli estremisti di destra e dalla polizia russa.
Nonostante Putin avesse dichiarato la sua opposizione al corteo giustificando la sua posizione con il calo demografico che sta colpendo la Russia, il Presidente russo aveva aggiunto che avrebbe comunque fatto prevalere la libertà individuale in tutte le sua manifestazioni. Di parere più netto invece il sindaco di Mosca che aveva vietato la manifestazione. Organizzatori e partecipanti al Gay Pride avevano però sfidato il divieto trovandosi però davanti una piazza blindata e scene raccapriccianti: sulla scia delle dichiarzioni del sindaco che aveva giudicato la manifestazione "Opera di Satana", rappresentanti della Chiesa ortodossa erano sul posto per dare la loro benidizione agli estremisti di destra che di lì a poco avrebbe violentemente attaccati i manifestanti con uova, bottiglie, calci e pugni. La polizia dal canto suo è stata a guarare fin quando non è arrivato il momento dei fermi e degli arresti dei manifestanti.
Gli organizzatori avrebbero voluto consegnare al sindaco delle città una petizione firmata da molti deputati europei nella quale veniva chiesta l'autorizzazione del corteo nel rispetto della libertà di espressione contro lediscriminazioni. Probabilmente hanno pesato di più le parole di Igor Miroshnicenko, vice capo dell'unione dei gonfaloni ortodossi il quale aveva affermato che "i gay non avrebbero dovuto passeggiare per la città nel giorno della Santa Trinità".
La miscela di naziskin, filo-monarchici, nazionalisti e preti ortodossi, oltre all'opposizione diretta al corteo dei gay aveva organizzato a poche centinaia di metri dal municipio anche un contro-corteo dal motto "Per un amore autentico". In entrambe le occasioni, sia dopo l'aggressione violenta che durante lo svolgimento del contro-corteo, gli oppositori al Gay Pride non hanno avuto problemi con le forze dell'ordine  il cui unico obiettivo era quello di impedire lo svolgimento dell'altra manifestazione.
Nonostante la Costituzione russa riconosca formalmente il diritto e la libertà di espressione a tutte le componenti della società civile, ciò che è accaduto a Mosca dimostra l'essenza omofoba delle istituzioni e del governo russo, sicuramente più aperto alla violenza nazista e confessionale che a coloro i quali reclamano diritti e uguaglianza.

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